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GUERRA CIVILE/ Sandro Bondi come Beppe Grillo e Bossi evoca la piazza

Pubblicazione:sabato 3 agosto 2013

Silvio Berlusconi (Foto: Infophoto) Silvio Berlusconi (Foto: Infophoto)

Sandro Bondi come Beppe Grillo e Umberto Bossi? Tre personaggi dallo stile diverso, molto diverso, ma accomunati da un punto: l'evocazione del rischio di una rivolta, di una guerra civile se non saranno accolte le rispettive istanze. E se le affermazioni di Beppe Grillo e di Umberto Bossi sono state ampiamente criticate, spiegate, precisate dai diretti interessati e dai rispettivi sostenitori (e detrattori) è la volta del placido coordinatore di del partito lanciare una vera e propria "molotov". «O la politica è capace di trovare soluzioni capaci di ripristinare un normale equilibrio fra i poteri dello Stato - scrive in una nota - oppure l'Italia rischia davvero una forma di guerra civile dagli esiti imprevedibili per tutti». Immediatamente si sono scatenate le repliche indignate da parte del Pd, e mentre Daniela Santanchè parla ai microfoni di SkyTg24 di una «guerra civile strisciante in atto già dal 1992», Stefano Fassina parla sempre nella medesima sede di una «irricevibile provocazione» e definisce le esternazioni di Bondi «al limite dell'eversivo» e invita i ministri del Pdl che hanno minacciato di rimettere il mandato a farlo o a cambiare registro. Bruno Tabacci si affida all'ironia parlando di un colpo di sole, mentre Pino Pisicchio evoca niente meno che la Repubblica di Weimar: «Il corto circuito che portò all'avvento hitleriano nasce dalle convulsioni della Repubblica di Weimar, che faceva ripetutamente ricorso alle elezioni anticipate e non riusciva a offrire un governo. Non possiamo scherzare col fuoco»



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