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SCENARIO/ Folli: Berlusconi, ora un passo indietro per cambiare la giustizia

Secondo STEFANO FOLLI l’unica speranza di sopravvivenza del governo consiste in un vero passo indietro di Berlusconi che consenta la nascita di un nuovo gruppo dirigente moderato

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Ora che succede? Non sono ancora chiare le intenzioni di Berlusconi dopo che la Cassazione lo ha condannato a 4 anni di reclusione (3 indultati), annullando con rinvio alla Corte d’Appello la decisione sull’interdizione. Dopo l'atteggiamento, tutto sommato, distensivo assunto subito dopo il verdetto, sembra tornato alla carica. Ha fatto sapere che, se non si farà la riforma della giustizia, non vi sarà alternativa alle urne. Nel frattempo, i suoi hanno consegnato i propri mandati parlamentari nelle mani dei capigruppo, mentre Schifani è intenzionato a chiedere la grazia a Napolitano. Il Pd, dal canto suo, pur mal digerendo l’idea di dover stare al governo con un partito guidato da un condannato, sa che la responsabilità di staccargli la spina risulterebbe elettoralmente esiziale. Abbiamo parlato dei possibili scenari con Stefano Folli, editorialista de Il Sole 24 Ore.

Berlusconi ha detto che se non sarà fatta la riforma della giustizia, il Pdl è pronto a tornare al voto

Vede, il problema è che la riforma della giustizia auspicata da Napolitano non si può fare proprio con Berlusconi. Ma con una leadership pidiellina moderata e diversa da quella che, sin qui, ha rappresentato la lunga stagione berlusconiana, sì. D’altro canto, tale stagione, con la sentenza della Cassazione, si è conclusa. Uscire di scena favorendo un simile rinnovamento è quindi l’unica modo per evitare che, entro un paio di mesi, la coalizione si disgreghi.

Questa prospettiva è conciliabile con l’idea di un Berlusconi che da Arcore continua a tirare le fila del suo partito?

No. Il passo indietro deve essere vero. Fintanto che continua a incombere sul Pdl, non si avvierà alcun processo di pacificazione e rinnovamento.

Non crede che l’ala più movimentista del Pdl, i cosiddetti falchi, possano prevalere e ostacolare il processo di pacificazione?

I falchi esistono solo perché Berlusconi li fa esistere. Ogni volta che Berlusconi li ha zittiti, hanno dimostrato di non aver forza propria. Sono sempre stati strumentali a dei progetti.

Come crede che agirà Berlusconi?


COMMENTI
03/08/2013 - condivido, ma i ...cattolici? (Luigi PATRINI)

Condivido quanto scrive Marongiu ed ha ragione Folli: Berlusconi dovrebbe fare lui il passo indietro. Avrebbe dovuto farlo prima! Ha meriti: non ha fatto vincere la gioiosa macchina da guerra di Occhetto, ha costretto il PCI-PDS-PD a stare unito solo per essere contro di lui, svelandone l'inconsistenza culturale e politica, ma non deve dimenticare di essere ...un essere umano: stia tranquillo! I problemi di Dio non tocca a lui risolverli! Purtroppo molti cattolici hanno dimenticato quanto Papa Francesco ci ricorda continuamente: il vero potere è servire! Noi cattolici non "vinceremo" mai: è Cristo che ha già vinto!!! "Hanno perseguitato me, ...perseguiteranno anche voi!": se non capiamo questo noi cristiani rischiamo di "ridurre" il cristianesimo e di diventare come quel sale... buono solo da essere ...buttato via. Destino cinico e baro? NO: destino di chi sceglie di essere felice e nella gioia invece di rincorrere satana e le sue "pompe", come si diceva una volta! La nostra testimonianza ha una sola condizione: unica e insostituibile! L'unità, l'unità che nasce dal riconoscere che ciò che vale è l'amore per Cristo, la sequela della sua croce! Questa è la va per ...risorgere, non per vincere le elezioni! Ciascuno scelga ciò che preferisce!!!

 
03/08/2013 - Letta dia consistenza al progetto fallito di Monti (Ivio Nicola Marongiu)

Sì, malgrado l'intenzione di Monti stesso, di cui non sappiamo nè mai sapremo mission e target, l'ascesa politica di Monti nel 2011 significò per molti la liberazione della destra dal sorriso egemonico ma populista di Berlusconi, di cui si conosceva tutta la debolezza giudiziaria. Quello fu il momento andato perduto per dare consistenza ad un'ipotesi politica che, sulla base di una moderna revisione del welfare capace di non soccombere sotto il peso del debito e del deficit, riaggregasse la destra liberal-democratico-cristiana o popolare contraria una sinistra libertaria e populista. Monti non c'è riuscito, anche per colpa della sua visione tecnica della politica. Letta potrebbe farcela: si tratta infatti di ricostruire l'Italia ricostruendo, mutatis mutandis,una Democrazia Cristiana, capace di andare dai Popolari di Lupi ai popolari di Fioroni per dirla in parole povere. Ciò costringerebbe la sinistra di ristrutturarsi intorno all'idea di Bersani di formare cioè un raggruppamento che vada da Bersani alla Bindi al duo Grillo-Vendola. Mi accorgo che i nomi fatti già risultano invecchiati rispetto al nuovo panorama politico da costruire. Anche loro scompariranno nell'archivio della storia politica italiana contemporanea insieme al vecchio leone sconfitto Berlusconi, speriamo finalmente in pensione ad Arcore.