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BERLUSCONI/ Grosso: il Cavaliere confonde ancora politica e giustizia

Silvio Berlusconi (Infophoto) Silvio Berlusconi (Infophoto)

Constato che non è mai successo nella storia della Repubblica italiana che la Consulta per le elezioni abbia sollevato una questione di legittimità costituzionale. Tanto più che il Parlamento è sovrano. Se ritiene che una legge non sia in conformità con la Carta, può semplicemente cambiarla. 

 

Crede, quindi, che l’intervento di Violante abbia avuto un carattere prevalentemente politico?

Direi di sì. Mi pare che tutta la vicenda rifletta la volontà di procrastinare il più a lungo possibile la decisione relativa alla decadenza senatoriale di Berlusconi, la quale risulterebbe letale per la sopravvivenza del governo. Certo, la situazione del Paese è delicata, e il governo deve andare avanti. Tuttavia, le ragioni della politica vanno distinte da quelle del diritto. Ecco, in questo caso il diritto va nella direzione opposta di queste aperture.

 

Cosa ne pensa, infine, della possibilità di fare ricorso presso la Corte di giustizia Europea e presso la Corte europea dei diritti dell’uomo?

E’ lo Stato che ha titolo di sollevare la questione presso la Corte di Giustizia. Per quanto riguarda la Corte di Strasburgo, invece, potrebbe essere Berlusconi ad appellarsi. Tuttavia, ritengo che le possibilità di successo siano pressoché ridotto a zero. 

 

(Paolo Nessi)

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COMMENTI
30/08/2013 - Le ragioni della politica vanno distinte da quelle (Franco Labella)

del diritto. Sottoscrivo in pieno l'affermazione finale del prof. Grosso: "Le ragioni della politica vanno distinte da quelle del diritto". Anche al prof. Grosso mi permetto di chiedere un parere sulla necessità di far tornare lo studio del Diritto e della Costituzione nelle scuole superiori. Senza polemica vorrei poi far osservare al lettore la distanza siderale che c'è fra questa condivisibile affermazione e le tesi, da cui dissento profondamente, espresse, sullo stesso tema, nei suoi tre articoli sempre su ilSussidiario dal prof. Mangiameli che ringrazio per le espressioni di stima, il consiglio di lettura e per la risposta data alla domanda sull'insegnamento del Diritto da ripristinare nelle scuole. Personalmente sono convinto che i due ambiti non si debbano sovrapporre e confondere anche perchè in nessun altro paese del mondo la questione è stata posta o verrebbe posta nei termini di "conciliare" l'inconciliabile. E non c'è bisogno di scomodare manco il ricordo di Nixon... Ma chissà se i "i liberali de' noantri" ce l'hanno presente... Prof. Franco Labella - Coordinamento nazionale dei docenti di Diritto e Economia