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BERLUSCONI/ Grosso: il Cavaliere confonde ancora politica e giustizia

Pubblicazione:venerdì 30 agosto 2013 - Ultimo aggiornamento:venerdì 30 agosto 2013, 10.50

Silvio Berlusconi (Infophoto) Silvio Berlusconi (Infophoto)

Nell’ormai famosa intervista a Il Mattino, il giudice Esposito (sul quale il Csm ha aperto una pratica di accertamento), in fondo, non aveva fatto altro che anticipare il contenuto delle motivazioni della sentenza depositate ieri. Esposito aveva detto, in sostanza, che non vale il teorema secondo cui Berlusconi non poteva non sapere per il semplice fatto che sapeva, eccome. Nelle motivazioni si legge che Berlusconi è stato «ideatore del meccanismo del giro dei diritti che a distanza di anni continuava a produrre effetti (illeciti) di riduzione fiscale per le aziende a lui facenti capo in vario modo» e che è «inverosimile» l'ipotesi alternativa «che vorrebbe tratteggiare una sorta di colossale truffa ordita per anni ai danni di Berlusconi». Ma la Cassazione non dovrebbe limitarsi ad un giudizio di legittimità formale, senza entrare nel merito delle sentenze? Sullo sfondo, restano le ipotesi avanzate da Luciano Violante: la Giunta per le autorizzazioni del Senato potrebbe sollevare una questione di legittimità costituzionale presso la Consulta, se ritiene che la decadenza senatoriale di Berlusconi prevista dalla legge Severino non sia conforme alla Carta; i legali dell'ex premier, inoltre, potrebbero appellarsi alla Corte di Strasburgo. Abbiamo parlato di tutto ciò con Carlo Federico Grosso, avvocato penalista e professore ordinario di Diritto penale presso l’Università di Torino.

 

Le motivazioni sembrano entrare particolarmente nel merito.

Sul piano generale la Cassazione si è limitata a confermare la razionalità delle argomentazioni della Corte d’Appello. Compito della Cassazione, al di là delle valutazioni di eventuali violazioni di legge, è verificare che nella sentenza d’appello non vi siano carenze,  contraddizioni o illogicità manifeste. Per effettuare questo controllo, è necessario riportare il quadro dell’argomentazione della corte d’Appello.

 

Invece che solo il presidente, come prassi, ha firmato tutto il collegio.

Si può immaginare che di fronte alle enormi polemiche sollevate dalla vicenda vi sia stata la volontà di manifestare una co-assunzione di responsabilità da parte di tutti i consiglieri. Si è deciso di non lasciare il presidente relatore da solo, considerando la peculiarità della vicenda. D’altra parte, la legge non prevede la firma di tutto il collegio giudicante, ma neppure la esclude.

 

Il procedimento a carico del giudice Esposito presso il Csm potrà essere condizionato dal contenuto della motivazioni della sentenza?

Si tratta di un procedimento che riguarda le esternazioni del presidente, ovvero quella condotta specifica, e nient’altro.

 

Come valuta, invece, il cosiddetto lodo Violante?

Noto che importanti giuristi sostengono la legittimità delle tesi dell’ex presidente della Camera. Personalmente, mi pare che la questione, in punta di diritto, non stia in piedi.

 

Perché no?



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COMMENTI
30/08/2013 - Le ragioni della politica vanno distinte da quelle (Franco Labella)

del diritto. Sottoscrivo in pieno l'affermazione finale del prof. Grosso: "Le ragioni della politica vanno distinte da quelle del diritto". Anche al prof. Grosso mi permetto di chiedere un parere sulla necessità di far tornare lo studio del Diritto e della Costituzione nelle scuole superiori. Senza polemica vorrei poi far osservare al lettore la distanza siderale che c'è fra questa condivisibile affermazione e le tesi, da cui dissento profondamente, espresse, sullo stesso tema, nei suoi tre articoli sempre su ilSussidiario dal prof. Mangiameli che ringrazio per le espressioni di stima, il consiglio di lettura e per la risposta data alla domanda sull'insegnamento del Diritto da ripristinare nelle scuole. Personalmente sono convinto che i due ambiti non si debbano sovrapporre e confondere anche perchè in nessun altro paese del mondo la questione è stata posta o verrebbe posta nei termini di "conciliare" l'inconciliabile. E non c'è bisogno di scomodare manco il ricordo di Nixon... Ma chissà se i "i liberali de' noantri" ce l'hanno presente... Prof. Franco Labella - Coordinamento nazionale dei docenti di Diritto e Economia