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FESTA DEL PD/ Letta: questo non è il governo che avrei voluto io

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Alla festa nazionale del Partito democratico, che si sta tenendo a Genova, è arrivato anche il presidente del consiglio che ha tenuto il discorso ovviamente più atteso. Prima di arrivare al luogo, Letta si è recato a salutare il cardinale Bagnasco, momento in cui hanno parlato di lavoro e occupazione, e poi all'Istituto di tecnologia del capoluogo ligure. Qui, davanti ai ricercatori, Letta ha detto come l'Italia debba voltare pagina: siamo un paese, ha detto, in cui l'autolesionismo la fa da padrone. Poi la festa del Pd: a fargli le domande il direttore del Tg1. Letta ha parlato in modo esplicito: questo governo, ha detto, non è quello per cui ho fatto la campagna elettorale. Ma è un governo, ha aggiunto, per cui sto dando tutto: sangue e salute comprese. E' un governo frutto di una situazione eccezionale, ha detto ancora, e il suo impegno è far sì che il centrosinistra vada da solo al governo dopo le prossime elezioni. Ha rivendicato le sue scelte, come quella del ministero offerto alla Kyenge: perdare un  colpo di grazia a quel razzismo di ritorno, ha spiegato. Letta però era stato criticato in precedenza quando a parlare era stato Bersani. La critica era sull'abolizione dell'Imu, un compromesso aveva detto l'ex segretario del partito. Letta ha risposto così alle critiche: "L'Imu è una tassa iniqua e non progressiva, la Service Tax sarà più bassa e non sarà caricata sugli affittuari contro i proprietari. Risponderà a esigenze di equità e progressività". A proposito del caso Berlusconi, il premier ha detto ancora una volta come piano politico e giudiziario vadano tenuti separati e comunque lui è impegnato a lavorare per questo governo, un governo che ha tre obbiettivi da realizzare entro 18 mesi. 



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