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Politica

LETTA CADE?/ Toti (Tg4): ecco il piano di Berlusconi

Silvio Berlusconi (Infophoto)Silvio Berlusconi (Infophoto)

Berlusconi condivide quei quesiti. E’ provato, del resto, che la riforma della giustizia, in Italia, non si può fare. Il potere della magistratura è troppo forte, così come l’asservimento del Pd nei suoi confronti. Quindi, li avrebbe già firmati, se non avesse temuto finora di turbare gli equilibri tra i pontieri del Pdl che stanno trattando con il Pd e con il Quirinale. Tuttavia, se le cose precipitassero, quei referendum potrebbero diventare una bandiera della prossima campagna del Pdl.

 

Come giudica la decisione di Napolitano di nominare senatori a vita Abbado, Cattaneo, Piano e Rubbia?

E’ una scelta poco condivisile. Nessuno di questi ha mai fatto politica. Il che, contribuisce ad indebolire la politica nei confronti delle altre componenti della nostra Repubblica. Inoltre, si tratta di nomine omogenee per area culturale. Suonano come una potenziale stampella di un eventuale Letta bis, laddove dovessero mancare i voti del Pdl. Peccato, perché Napolitano avrebbe potuto contribuire alla pacificazione delle larghe intese. Magari, scegliendo un autorevole personaggio per ciascuna parte politica. Si era parlato di Prodi e Berlusconi. Ecco, se proprio si fosse ritenuto impossibile nominare Berlusconi, si poteva pur sempre scegliere Gianni Letta.

 

Il processo di rifondazione di Forza Italia andrà avanti comunque?

Andrà avanti a prescindere e nonostante tutto. Forza Italia è il simbolo profondo di tutto quello che Berlusconi voleva portare in politica. Dipenderà dalla condizioni dei prossimi 30 giorni se sarà un partito con l’elmetto per andare a elezioni o un partito moderato che cerca di coltivare le grandi intese, sia pur spingendo per la salvaguardia dei propri valori.

 

(Paolo Nessi)

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COMMENTI
31/08/2013 - Cosa giova veramente al Paese? (Luigi PATRINI)

Ho dubbi anch’io sulla opportunità delle scelte fatte da Napolitano per i Senatori a vita: certamente persone validissime sul piano culturale (come anche altre certamente lo sarebbero state), ma discutibile la scelta sotto il profilo politico. Un mezzo passo falso del Presidente! Pazienza, speriamo che questo lo trattenga dal farne altri! Pur alternandosi alla guida del Paese, centro-destra con Berlusconi e centro-sinistra con Prodi, avrebbero avuto la possibilità di fare davvero le riforme che oggi vogliono fare, ma non le hanno fatte. Dunque farebbero bene a tacere entrambi gli schieramenti, impegnati oggi in una partita a poker in cui ciascuno bara e gioca al rialzo sperando che l’avversario ceda per primo: in realtà il fatto di aver governato per anni, senza fare ciò che oggi ciascuno dei due schieramenti chiede e promette di fare, li indebolisce e ne mina la credibilità. Bisognerebbe che ciascuno - sia a livello di leader sia a livello di peones - capisse che la prima cosa da fare, per un Politico serio, è capire quale sia il vero bene del popolo, senza farsi offuscare la mente dal preminente interesse personale: ciò che giova a me va bene anche agli altri, certo, ma bisogna che non giovi “solo” a me, perché in tal caso gli altri ne avranno danno. Occorre non solo pensarlo, ma anche ...testimoniarlo concretamente!

 
31/08/2013 - Se un direttore di testata ignora la Costituzione. (Franco Labella)

Per Toti la controindicazione alla nomina dei quattro senatori a vita è legata ad una condizione da lui supposta ma inesistente. Dice testualmente "E' una scelta poco condivisibile. Nessuno di questi ha mai fatto politica". E' evidente che Toti, giornalista e direttore di testate, sembra ignorare l'art. 59 2c. della Costituzione che recita testualmente: "Il Presidente della Repubblica può nominare senatori a vita cinque cittadini che hanno illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario". La pregressa attività politica, caro Toti, non è per niente un prerequisito. La conoscenza della Costituzione, invece, dovrebbe essere un prerequisito che i cittadini dovrebbero possedere. Giornalisti compresi visto il loro delicato ruolo. Sarebbe il caso che il prossimo Consiglio dei Ministri che sarà dedicato alla scuola si occupasse di ripristinare lo studio, abolito dalla Gelmini, del Diritto e della Costituzione nelle scuole. Se Toti fosse interessato ad un servizio sulla questione siamo a sua disposizione e potrebbe farcelo sapere anche attraverso una sua risposta qui, su ilSussidiario che ne ha ospitato l'intervista. Prof. Franco Labella - Coordinamento nazionale dei docenti di Diritto e Economia