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SCENARIO/ Fioroni: il "patto" Renzi-Letta può battere Berlusconi

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Beh, non si tratta di innovazioni che si possono fare per decreto. Il Parlamento ha bisogno di qualche tempo in più per operare. E credo che lo farà.

 

Interpellato sulla decadenza da senatore di Berlusconi, ha spiegato che «se il governo si mettesse ad occuparsi di altre questioni non farebbe il suo dovere», aggiungendo che «non ci sono margini di trattativa». Ha detto un po’ poco, temeva forse di esporsi?

No, effettivamente, ad un governo che già di per sé fatica per risolvere l’emergenza sociale ed economica, non compete alcun suggerimento in materia. E le sentenze, effettivamente, si rispettano.

 

Sì, ma il quadro non è così chiaro. Nel suo stesso partito, Luciano Violante ha ipotizzato la sollevazione della questione di legittimità  costituzionale, da parte della Giunta per le elezioni, rispetto alla retroattività della legge Severino, mentre molti giuristi ritengono l’opzione percorribile.

La legge Severino nasce da una delega di Alfano e Maroni. Insieme, inoltre, abbiamo bocciato la pregiudiziale di costituzionalità che fu presentata in Parlamento. Ora, se il Pdl vuole dei chiarimenti seri, io sono stato il primo a dire che se ne può discutere in Giunta, considerando oltretutto che va rispettato il sacrosanto diritto alla difesa. Noi restiamo certi delle nostre convinzioni, e le confronteremo con le loro. 

 

Berlusconi ha detto che se il Pd voterà l’incandidabilità, il governo non reggerà.

Berlusconi ha tutto il diritto di difendersi e di esporre le proprie ragioni, ma è altrettanto sacrosanto il diritto di tutti gli altri di decidere secondo coscienza e secondo la legge. Mi spiacerebbe se Berlusconi perdesse un’altra occasione per anteporre gli interessi degli italiani ai propri.

 

Rispetto, infine, all’eventuale competizione con Renzi, Letta se l’è cavata dicendo che sbaglia «chi pensa di spaccare il Pd tra un pisano e un fiorentino».

Nel Pd non ci sarà nessun conflitto tra Renzi e Letta perché il segretario farà il segretario, il premier farà il premier. I conflitti si genereranno se uno dei due deciderà di assumere al contempo anche l’altra carica. 

 

(Paolo Nessi)


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