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L'APPELLO/ Mario Mauro: il Pdl non dia pretesti a chi vuole il crollo dell'Italia (e di Letta)

Pubblicazione:domenica 4 agosto 2013 - Ultimo aggiornamento:domenica 4 agosto 2013, 14.43

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Pure la guerra civile. Che poi, evocata da Bondi, fa anche un certo effetto. Sta di fatto che la sentenza di condanna di Berlusconi sta privando di lucidità buona parte del mondo politico. Nel Pdl, mentre responsabilmente i ministri non parteciperanno alla manifestazione di oggi per non prestarsi a strumentalizzazioni, la mente di molti è offuscata da un senso di sopraffazione dall’ingiustizia e dalla volontà di rivalsa; nel Pd, dall’opprimente sensazione di quanto restare al governo con un condannato sia inopportuno. Elettoralmente. Che scenari si prefigurano? Ne abbiamo parlato con il ministro della Difesa Mario Mauro.

Nel governo si avverte la sensazione del rischio che possa crollare tutto?

Certo. Il governo è frutto di una maggioranza parlamentare con caratteristiche fuori dal comune, dato che mette insieme chi insieme, normalmente, non potrebbe stare. Tale circostanza è dettata dall’emergenza in cui il paese versa da prima del governo Monti. E se, parzialmente è stata sanata da alcune riforme, occorrono ancora profondi interventi che può condurre a termine solamente la grande coalizione. Tuttavia, il fattore che stabilisce se le larghe intese possano resistere oppure no, è che sussistano le condizioni per realizzare o meno tali riforme.

Cosa succede se cade il governo?

Non dobbiamo drammatizzare, ma essere consapevoli di alcune importanti questioni: un’opzione consisterebbe nelle elezioni anticipate. In alternativa, vedremmo nascere un governo sostenuto da maggioranze improbabili che sarebbero tutt’altro che orientato alle riforme. Passeremmo dai piccoli passi in avanti del governo Letta a grandi balzi indietro. Tutto questo determinerebbe un ulteriore perdita di credibilità per il Paese.

Esiste il rischio di un attacco speculativo finanziario tale da farci fare la fine della Grecia?

No, non credo che sia corretto evocare scenari di questo genere.

Cosa ne pensa del comportamento Pdl che, oggi, sarà in piazza e ha minacciato di staccare la spina al governo se non sarà immediatamente varata le riforma della giustizia?

Sbaglierebbe gravemente a insistere con l’attuale atteggiamento. Sta dando il pretesto per sentirsi legittimato a chi vorrebbe svincolare il Pd dalla responsabilità di governo, ritenendo che è indegno restarci con un uomo condannato. La verità è che il Pdl è qualcosa molto più grande e complesso e, in questo momento, va aiutato a mantenere quei nessi con il contesto costituzionale e istituzionale che ne possano favorire la sua partecipazione alla vita democratica e l’esercizio della responsabilità di governo.

Berlusconi e il Pdl fanno sul serio o è tattica?


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COMMENTI
04/08/2013 - Chiarezza (luisella martin)

Si é discusso molto sulla durata di questo governo e sulle cose che avrebbe dovuto fare. Mi sembra però che niente di quello programmato sia stato fatto davvero. Limitare a poche cose urgenti l'azione del governo era un po' come soccorrere un moribondo con l'ossigeno, rimandando a domani, dopodomani...l'intervento chirurgico per rimuovere l'emorragia! Oggi c'é finalmente la condanna di Berlusconi che però mi pare vissuta con gioia da certa sinistra e con apparente tristezza dal PDL. Leggendo l'intervista a Taormina ho capito perché molti dicevano che Berlusconi badava solo ad aggiustarsi i processi e non gli interessava altro: forse i nemici veri Silvio li aveva (e li ha) fra i suoi. Voglio dire che, se ci sono uomini (e donne) veri nel governo, dovrebbero finalmente capire che é il momento di lavorare per il Paese e che al futuro di Berlusconi e di Forza Italia ci penserà lui, scontata la pena. Sempre che l'Italia sia ancora un Paese civile e non sia diventata una selvaggia ed ingovernabile giungla. Stiano attenti a fare una legge per potere correre alle urne; gli italiani sono molto arrabbiati e stanchi, destra, centro o sinistra che siano.