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Politica

RIFORMA GIUSTIZIA/ Pecorella: Pd e Pdl, partiamo dalle intercettazioni

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Una proposta analoga era contenuta in un ddl costituzionale che presentai io stesso all’inizio della precedente legislatura. Essa prevedeva l’istituzione della cosiddetta Alta corte di giustizia. Tuttavia, durante l’esame nella commissione Affari costituzionali fu abbandonata proprio dal Pdl, allora partito di maggioranza. Un abbandono del tutto inspiegabile. Non vedo perché oggi, quella stessa proposta, dovrebbe essere ripescata.

Epifani, dal canto suo, ha detto che il Pdl può anche scordarsi la riforma che ha in mente

Evidentemente, si riferiva proprio alla separazione delle carriere e alla responsabilità civile. Questi sono certamente gli elementi maggiormente divisivi rispetto al Pd. Un altro è la limitazione dell’intervento del giudice nell’orientare la direzione del dibattimento. Una proposta avanzata in passato prevedeva che i testimoni presentati dalle parti dovessero essere obbligatoriamente ascoltati dal Tribunale.

Qindi, tra le proposte contenute nella relazione dei saggi, quale può essere condivisa sia dal Pdl che dal Pd?

Probabilmente, la riforma della intercettazioni telefoniche. Nella legislatura che durò dal 2006 al 2008, quando ero capogruppo del Pdl in commissione Giustizia, fu concordato con il Pd un testo che iniziava a modificare la materia e che successivamente fu approvato in Aula dalla quasi unanimità. Questa, quindi, è una strada percorribile. Occorre capire, ovviamente, cosa si intende per riforma delle intercettazioni. Se si vuole devitalizzare uno strumento essenziale per combattere la criminalità non si troverà mai un accordo. Se, invece, si vuole intervenire limitando la diffusione dei contenuti, imporre motivazioni più stringenti per i provvedimenti che consentono le intercettazioni, o limitarne la durata, questo è fattibile.

Grillo ha dichiarato: «nessuno si azzardi a modificare la Giustizia insieme al partito capeggiato da un delinquente»

La sua è una scelta politica. Acquisisce consenso facendo leva sulla rabbia e il malcontento. Non è un problema di contenuti. Affermare: «Non possiamo fare la riforma della giustizia con un condannato» è tecnicamente una sciocchezza, dato che la riforma la fa il Parlamento. Dal punto di vista politico, però, è un messaggio forte.

 

(Paolo Nessi)

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COMMENTI
04/08/2013 - Leggendo (luisella martin)

Leggendo interviste ed articoli, ascoltando e vedendo in TV dibattiti sulla politica e ricordando mie esperienze degli anni'90, devo dire che davvero il PDL non é dalla parte del suo fondatore e presidente. Andare in piazza e chiedere la grazia a Napolitano sono mancanze di prudenza civile gravi in persone che vogliono governare un Paese. Se dovesse esserci una guerra civile in Italia (ma quella attuale non lo é già?)non sarà fra i cittadini di destra o di sinistra, a favore o contro Berlusconi, ma fra cittadini onesti e delinquenti, che professano fede politica di destra e di sinistra o che sono agnostici politicamente e non. Questa guerra é già in atto e, come tutte le guerre, pur non bagnando il suolo di sangue, é assolutamente incivile! Vorrei dire grazie a Pecorella, e chiedergli, come fa Papa Francesco, di andare contro corrente, senza ipocrisie, per il bene di noi comuni cittadini!