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GIUSTIZIA/ 2. Ecco cosa serve per la "riforma" Napolitano

Giorgio Napolitano (Foto: Infophoto) Giorgio Napolitano (Foto: Infophoto)

In tema di riforma della giustizia gli obiettivi indicati dalla commissione dei saggi sono tutti condivisibili e auspicabili: si tratta ovviamente di indicazioni generali, il cui vero dibattito si aprirà sull'attuazione concreta degli stessi. Certamente il primo punto, riguardante la ragionevole durata dei processi, sia penali sia civili, è oggi una necessità particolarmente avvertita, sia in tema di riconoscimento dei diritti lesi, sia perchè il nostro sistema economico è negativamente influenzato dal primato italiano della lungaggine dei processi. In campo penale occorrerà intervenire depenalizzando tutta una serie di reati minori, togliendo istituti processuali inutili (come l'udienza preliminare) e imponendo ai P.M. l'esercizio dell'azione penale entro un termine a pena di decadenza, se non addirittura mettere in discussione l'istituto dell'obbligatorietà dell'azione penale: sono solo alcuni spunti di possibile intervento. Nel campo civile bisognerà favorire gli istituti conciliativi e sviluppare a livello nazionale le iniziative virtuose di alcuni Fori, come quello di Milano, dove il processo telematico sta rivoluzionando i tempi della giustizia civile. Impensabile, infine, una riforma complessiva della giustizia, senza una decisione politica condivisa non solo nel merito ma anche nelle risorse: la giustizia negli ultimi anni ha ricevuto sempre meno finanziamenti dal bilancio dello Stato e i pochi destinati sono stati spesi male. E' evidente che la crisi ha inciso pesantemente anche nel settore giustizia e ciò permette di concludere con un'osservazione finale. Sicuramente la riforma dell'amministrazione della giustizia è necessaria e da decenni si sono perdute innumerevoli occasioni per avviarla in modo serio: tuttavia, per la situazione di gravissima crisi che stiamo attraversando, in questo momento il nostro Paese ha altre priorità. C'è un'economia che deve ripartire, un livello occupazionale preoccupante, un'imposizione fiscale insopportabile e il Governo deve adottare misure e riforme che permettano ai cittadini di ricominciare a guardare al futuro con speranza ed ottimismo: se l'economia del Paese si rimette in moto, come tutti auspichiamo nel più breve tempo possibile, anche la riforma della giustizia potrà essere affrontata in un clima di serena ricostruzione.

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