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Politica

SENTENZA MEDIASET/ Brunetta vs Benigni: copia Crozza e Grillo, uccide Dante e ci diffama

Benigni aveva detto che tutti i partecipanti alla manifestazione in difesa di Silvio Berlusconi erano tutti pagati, altrimenti non ci sarebbe mai andato nessuno.

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Questa volta, al capogruppo alla Camera del Pdl, Renato Brunetta, non sono andate già le parole di Benigni. Il comico, dal palco di Santa Croce, a Firenze, aveva sbeffeggiato il partito di Berlusconi, ironizzando, anzitutto, sulla spontaneità dei manifestanti in sua difesa all’indomani della sentenza della Cassazione che ha confermato la condanna a 4 anni di reclusione. Benigni aveva detto che erano tutti pagati, altrimenti non ci sarebbe mai andato nessuno. Sempre in riferimento alla condanna, si era detto convinto del fatto che avesse portato la ricomparsa di Bondi. Ebbene, Brunetta ha reagito affermando: «Un buon motivo per non andare all'inferno è l'idea di trovarci Benigni che ripete la sua solfa uccidendo Dante anche là. Per il resto, finché Benigni ripete pateticamente le battute sul sottoscritto e altri colleghi del Pdl, attinte dal repertorio di Grillo e Crozza, non fa ridere», ma pazienza». Sostenere, invece che alla manifestazione ci sia andata gente pagata, non solo non fa ridire, ma «è pura menzogna», «Una infamia che colpisce non solo gli organizzatori ma diffama volgarmente tanta gente comune e perbene, che è capace di provare affetto per Berlusconi e rabbia per l'ingiustizia».

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