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M5S/ Il Durt e quella telefonata di Casaleggio ai deputati grillini

Le piccole e medie imprese, già vessata da una tassazione tra le più alte al mondo, rischiavano l’ennesima penalizzazione. Un dodicillo voluto dall'M5S introduce, infatti, il Durt

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Le piccole e medie imprese, già vessata da una tassazione tra le più alte al mondo, rischiavano l’ennesima penalizzazione. Un codicillo voluto dal Movimento 5 Stelle aveva, infatti, introdotto il Durt, il Documento unico di regolarità contributiva che comportava l’obbligo di certificare il versamento dei contribuiti per il lavoratori entro 30 giorni per poter ricevere il pagamento relativo a dei lavori realizzato nell’ambito di appalti, sia pubblici che privati. Un onere assurdo che avrebbe decretato la chiusura di molte aziende tra quelle che, pur pagando correttamente  i versamenti delle buste paga dei dipendenti e le liquidazioni Iva, si trovano costrette a farlo con tempi dilazionati. Ebbene, questo emendamento è scomparso dal decreto del fare, il Durt, con un tratto di penna, è stato cancellato. A quanto rivela Il Fatto quotidiano, Gian Roberto Casaleggio avrebbe preso per la prima volta il telefono in mano per parlare con quei 4 deputati rei di aver voluto il Durt. «Raccontano che sia partito come una furia, pronto ad asfaltare qualsiasi obiezione». Poi, in realtà, quando ha capito che i parlamentari erano d’accordo con la cancellazione del Durt, si sarebbe dato una calmata. 

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