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SPILLO/ Quella sentenza che trasforma l'Italia in un grande far-west

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Non meno grave il fatto che il presidente della Sezione feriale della Cassazione che ha emesso la sentenza, abbia anticipato in una intervista le motivazioni della sentenza medesima, fornendo ulteriore benzina agli incendiari pronti a sanzionare i “giudici nemici della democrazia” per un comportamento semplicemente inopportuno. Oramai pare che tutti stiano perdendo la testa, anche il giudice che ha ritenuto di non poter sopportare oltre i gravissimi insulti. Così il bel paese si sta tramutando in un far-west, dove ci si sente liberi di sparare sentenze senza saper entrare un secondo nel merito giuridico, sostenendo ad esempio la assai curiosa tesi che uno votato da milioni di persone non può essere condannato per nessuna colpa perché rappresenta gran parte del paese. Davvero penoso che tesi simili siano sostenute pure da ministri cattolicissimi che partecipano assai attivamente a questo davvero peccaminoso stravolgimento della verità. Ma si sa, tutti tengono famiglia… Come dimostra un ex-presidente del Senato che, non accorgendosi per nulla dell’umorismo involontario, gonfia il petto affermando che grazie al famoso pregiudicato il figlio di venditore ambulante come lui è arrivato dove è arrivato… Già: proprio questo è il punto. Come si può poi affermare serenamente che i magistrati hanno al massimo fatto solo un compitino per conquistarsi il loro posto, mentre il condannato in questione è stato più volte eletto da svariati milioni di persone? Sempre da osservatori dei media, verrebbe da replicare che se molti degli elettori sono quegli esagitati dal congiuntivo improbabile che sono stati intervistati da Sky a margine della manifestazione di solidarietà al condannato, sarebbe meglio che anche i politici dovessero passare qualche esame… E’ proprio grazie a questa classe politica che un editorialista di vaglia come Galli della Loggia può affermare dalle colonne del Corriere della Sera che “gli ultimi vent’anni (…) sono stati gli anni perduti della nostra storia repubblicana, i più inconcludenti e i più grigi”. Auspicando “da parte di tutti una spietata autocritica dei nostri peccati, delle azioni e delle omissioni di cui si è stati responsabili”. Ma invece della verità – conclude Galli della Loggia – la politica si appresta oggi a dare all’Italia al massimo le elezioni.