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SPILLO/ Quella sentenza che trasforma l'Italia in un grande far-west

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“Siamo davvero ansiosi di sapere che cosa mai ci prometteranno nell’occasione i duellanti di sempre. Sì, vogliamo, proprio sentirlo il PdL promettere per la decima volta la riforma di questo e quello, dopo che non è stato capace per anni di farne nessuna. E siamo davvero ansiosi di ascoltare finalmente dal Pd quali mirabolanti progetti ha per il paese, e soprattutto dove troverà i soldi per finanziarli. Ascolteremo, dunque. Ancora una volta parteciperemo. Ancora una volta voteremo. Ma possiamo dirlo? Di questo vuoto, di questo nulla riempito solo di parole, non ne possiamo davvero più”. E delle bugie? E dello stravolgimento quotidiano della verità? E del quotidiano sovvertimento dei valori costituzionali, tirati di qua e di là da politicanti e imbrattacarte ignoranti di diritto ma abili nel confezionare slogan improvvisati per infiammare una piazza o il proprio partito? Per non parlare della irresponsabilità dei gestori dei programmi di informazione che, Servizio Pubblico in testa, temendo di perdere uno scoop, hanno mandato in onda la concione di 9 minuti del condannato. Da quassù, da molto lontano, prima di volgere lo sguardo finalmente altrove, il vecchio Yoda suggerisce alla Commissione di Vigilanza e all’Autorità delle Comunicazioni di istituire appositi programmi dell’accesso affinché tutti i condannati in forma definitiva possano disporre di una tribuna su tutte le reti per sostenere le proprie ragioni. Altrimenti si dimostra che è vero quanto affermava Orwell nella Fattoria degli animali: “Tutti gli animali sono uguali. Ma alcuni sono più uguali degli altri”.