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PENSIERI GRILLINI/ Becchi: l’effetto (domino) Berlusconi e il tempo dell'assurdo

Pubblicazione:venerdì 9 agosto 2013 - Ultimo aggiornamento:venerdì 9 agosto 2013, 8.22

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Il vero problema, in realtà, è un altro. E’ il fatto che, alle prossime elezioni, Berlusconi non potrà comunque presentarsi. Non è la decadenza, ma l’incandidabilità il vero punto debole.

Berlusconi è politicamente finito, per sempre. Il suo discorso di Via del Plebiscito è stato un discorso d’addio, fatto – come ogni commiato – di ricordi, commozione, stanchezza e saluti («La mia riconoscenza va verso di voi, verso ciascuno di voi per la commozione che mi avete creato e per il fatto che siete riusciti con un atto di amore a trasformare quello che in me era angoscia e dolore. Credo che mi porterò per sempre questo abbraccio»).

Il Pdl ha bisogno di tempo. Il suo vantaggio è che anche il Governo Letta ha bisogno di tempo. E, soprattutto, che a dettare i tempi è il Capo dello Stato, per il quale lo spettro delle elezioni anticipate è ciò che deve essere con ogni mezzo scongiurato. Mantenere “bloccato” il sistema sembra essere, per ora, l’unica soluzione. Il Pd, da parte sua, segue, in coda disordinata – con i suoi “falchi” e le sue fronde interne –, il Pdl.

Nessuno capisce, però, che il tempo, prima o poi, inizierà a giocare contro questa classe politica. Da lento si farà rapidissimo. Fino a che, davvero, non ci sarà più tempo.  



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