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PENSIERI GRILLINI/ Becchi: l’effetto (domino) Berlusconi e il tempo dell'assurdo

Pubblicazione:venerdì 9 agosto 2013 - Ultimo aggiornamento:venerdì 9 agosto 2013, 8.22

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Ciò che colpisce di più, nelle reazioni di questi giorni alla condanna di Berlusconi, è l’assoluta assenza di lucidità che hanno dimostrato la classe politica e la stampa, esponenti dei partiti, commentatori ed opinionisti. È come se nessuno sapesse più cosa fare. E’ come se nessuno si fosse aspettato ciò che era fin troppo noto  (e forse, come dice Hegel, proprio perché noto, non conosciuto): la condanna definitiva. Molti tra i “falchi” e le “colombe” del Pdl erano convinti dell’assoluzione, e con loro parte del Pd. Persino i “bookmakers” avevano quotato a 1,25 (contro 2,95 della condanna) la cassazione della sentenza.

Come se giungesse inaspettata, imprevedibile, la sentenza della Cassazione ha creato un senso di assurdo nella politica italiana, una corsa a cercare soluzioni senza alcuna logica. Dalla grazia chiesta a Napolitano fino alla riforma immediata della legge elettorale e della giustizia (piccoli corto-circuiti: la riforma della legge elettorale era stata un mese fa – proprio per iniziativa dell’accordo tra Pdl e Pd – rinviata ed inserita all’interno della lunga procedura di revisione costituzionale che spetterà al Comitato dei 40 tra deputati e senatori).  

Anche la polemica sulla decadenza dalla carica di senatore derivante dall’applicazione della legge anticorruzione Severino-Monti ha qualcosa di assurdo, più che di “giuridico”: le norme ad personam, ora, devono anche essere disapplicate ad personam? Eterogenesi dei fini: le leggi salva-Berlusconi devono essere disapplicate per salvare Berlusconi. C’è forse prova più evidente per dimostrare la devastazione del sistema giuridico e politico di questi ultimi vent’anni?

Occorre, però, prepararsi all’effetto domino. I processi di Berlusconi non sono finiti: ci saranno altre sentenze e, presumibilmente, altre condanne definitive. Inoltre la Giunta delle Elezioni dovrà finalmente decidere sull’applicabilità della legge n. 361/1957 al leader del Pdl: il Pd avrà il coraggio, dopo la condanna della Cassazione, di schierarsi a fianco del Pdl? La situazione sembra destinata a farsi sempre più assurda, sempre più incomprensibile.


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