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SCENARIO/ Crocetta e la "carica dei 101": Beppe Grillo cosa dice?

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Rosario Crocetta (Infophoto)  Rosario Crocetta (Infophoto)

Altro incarico all’insegna della “continuità” quello del Segretario Generale, ricoperto da Patrizia Monterosso che l’occupava già con Lombardo. Posto di rilevo anche per due collaboratori che curano la comunicazione istituzionale del presidente, dopo la chiusura dell’ufficio stampa, vicenda che si è trasferita nelle aule giudiziarie e in un durissimo contraddittorio con la Federazione della stampa e il Sindacato dei giornalisti. Sulla sanità Crocetta aveva promesso grande rigore. Ciò che oggi è palese è il commissariamento di tutto il settore. Ai commissari di fede lombardiana si sono sostituiti quelli di fede crocettiana. Adesso si è insediata una commissione per valutare coloro che intendono partecipare ai futuri incarichi. Sono stati dichiarati idonei ben 662 concorrenti per una nomina di direttore generale delle aziende sanitarie ed ospedaliere per i prossimi tre anni i quali subentreranno agli attuali 17 commissari straordinari. Nel frattempo rimangono sempre i commissari nominati da questo governo, alcuni dei quali in carica da quasi due anni.

Altro settore strategico, dove la velocità e la quantità dei cambiamenti è simile a quella dell’ottovolante, riguarda i dirigenti generali della Regione. Un turnover vorticoso che anche la Corte dei Conti nell'ultimo giudizio di parifica dell'esercizio finanziario si è sentita in dovere di stigmatizzare: una pratica che ha finito col togliere continuità e prospettive professionali a tutti, promossi o bocciati che siano. Un bravo dirigente ha bisogno di parecchi mesi e di una prospettiva certa per dare il meglio di sé quando è trasferito di settore. Ma con Crocetta tutti i tempi si abbreviano; risultati immediati, altrimenti a casa o ad altro incarico. Chi ne piange le conseguenze è la pubblica amministrazione siciliana e di conseguenza i siciliani. Una chicca è la vicenda di Tano Grasso, simbolo dei movimenti antiracket, che fu indicato, col solito clamore mediatico, a guidare il nascente Dipartimento tecnico. Ma Grasso, quel ruolo non lo ricopri mai, perché la Regione si accorse, anche se in ritardo, che Grasso non aveva i requisiti per svolgere il ruolo di direttore.

Altra vicenda tragicomica riguarda le province e i suoi commissari. Piccolo passo indietro: prima domenica di marzo. Gli italiani a conclusione del pasto domenicale apprendono con un misto di stupore e piacere che la Sicilia sarà la prima Regione italiana ad abolire le province. Lo comunica in diretta Tv il Presidente Rosario Crocetta, ospite della trasmissione l’Arena di Massimo Gilletti, Crocetta afferma che il giorno dopo il suo governo varerà un disegno di legge per abolire le province e istituire i Liberi Consorzi dei Comuni. Il risparmio che promette Crocetta è di 50 milioni di euro. La norma approvata, un solo scarno articolo, impegna il Parlamento a procedere entro dicembre al varo di una nuova legge che istituisce i Liberi Consorzi. L’unico atto concreto è la nomina dei commissari, che iniziano a smantellare, ove possibile, l’apparato amministrativo delle 9 province siciliane. Quanto alla nuova legge, una proroga non si nega a nessuno, quanto mai in Sicilia, e così intanto restano i commissari. 


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