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SCENARIO/ Crocetta e la "carica dei 101": Beppe Grillo cosa dice?

Pubblicazione:domenica 1 settembre 2013

Rosario Crocetta (Infophoto) Rosario Crocetta (Infophoto)

Per raggiungere quota cento bisogna ancora aggiungere i commissari nei vari gangli del sottogoverno siciliano, nei parchi, nei teatri, nelle aziende partecipate ecc.

Una cosa accomuna molti di questi: l’essere stati inclusi nelle liste elettorali del “Megafono”, cioè della lista Crocetta. Questo “servizio” alla regione è stato ripagato quasi sempre; caso emblematico quello di Maria Rita Sgarlata scelta come assessore ai Beni culturali, dopo l'addio di Zichichi. L'archeologa faceva parte della lista del Megafono alle elezioni politiche per il Senato. Nella stessa lista, c'era Giuseppe Antoci (scelto da pochi giorni come presidente del Parco dei Nebrodi), anche Francesco Calanna ha sostenuto la causa del movimento di Crocetta e gli è toccata la guida dell'Ente di sviluppo agricolo; Sebastiano Gurrieri, già nella “Lista Crocetta” per le elezioni regionali, è stato confermato come commissario straordinario della Camera di commercio a Ragusa. 

Altro caso da manuale quello del ben più famoso giudice Antonio Ingroia, approdato alla corte di Crocetta dopo il fallimento dell'ingresso in Parlamento con la sua “Rivoluzione civile”. Il governatore ha dapprima provato a indicarlo per la guida di Riscossione Sicilia proposta archiviata quasi subito per difficoltà oggettive (di cui ci si è accorti dopo l’effetto annuncio). Poi, eccolo dirottato alla società partecipata regionale Sicilia e-Servizi col solito incarico di fare pulizia e riportare trasparenza. Speriamo che trovi il tempo anche per amministrare.

Se questi sono i tempi che si è dato Crocetta, chissà cosa vedremo nei prossimi 4 anni che rimangono. Certo emerge il convincimento che il lupo, (alias la politica, o meglio il potere) perde il pelo, ma non il vizio. La costituzione e il mantenimento degli organismi democraticamente eletti non sono di per sé garanzia di trasparenza, ma ne offrono certamente di più del pur migliore commissario.

Certo che ormai - a quasi un anno dall’elezione - Crocetta deve registrare molte impegni ancora non mantenuti ed uno stile di governo non sempre coerente con le promesse rivoluzionarie della campagna elettorale.

Il dato più significativo è l’improvviso attacco giuntogli dal capogruppo del Movimento 5 Stelle il 12 agosto scorso all’Ars. Prima della chiusura per ferie, Giancarlo Cancelleri ha elencato le numerose inadempienze del Governo della Regione, definite “Proclami circensi per sorprendere  il pubblico e una rivoluzione di cui non si sente nemmeno l’odore, anzi si sente puzza di compromesso morale” con la minaccia che “Se a dicembre non cambierà nulla siamo pronti alla mozione di sfiducia. Cosa metteranno nella pentola famiglie e imprese siciliane, chiacchiere?”.


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