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SCENARIO/ Crocetta e la "carica dei 101": Beppe Grillo cosa dice?

Pubblicazione:domenica 1 settembre 2013

Rosario Crocetta (Infophoto) Rosario Crocetta (Infophoto)

In Sicilia il Governo di Rosario Crocetta si prepara a virare la boa del primo anno di vita con un lusinghiero risultato, un primato quasi insuperabile: quello delle nomine effettuate. Chi si è cimentato, con la dovuta documentazione, sostiene siano un centinaio, ma potrebbero essere già aumentate mentre scriviamo.

A fronte dell’incontestabile diritto di chi governa di scegliere gli uomini che meglio possono garantire la propria azione, sta il legittimo tentativo di ciascuno a tentare di comprendere le ragioni che portano a tali scelte. 

Partiamo dalla Giunta regionale. Crocetta è passato dall’effetto mediatico degli assessori  Franco Battiato e Antonio Zichichi, a quello meno comunicativo ma più di garanzia, di Nelli Scilabra (a destra) studentessa fuoricorso prestata alla politica (speriamo che riesca presto anche a laurearsi) e di Michela Stancheris (a sinistra) che fu assistente parlamentare a Bruxelles, quando Crocetta era eurodeputato, e poi ne ha curato la campagna elettorale trasferendosi quindi a Palermo per diventare la sua segretaria particolare. Il suo predecessore, Raffaele Lombardo, richiesto di un parere, non potè fare a meno di dichiarare nella circostanza: “Di certo, però, avessi fatto come Crocetta, io sarei stato massacrato”.

In giunta vi sono tre “tecnici” di area Udc che ricoprirono ruoli di prestigio durante i governi Cuffaro e Lombardo (Patrizia Valenti, Ester Bonafede e Dario Cartabellotta). Poi, Linda Vancheri (altra segretaria promossa assessore) che fu assistente di Marco Venturi che guidava l’assessorato regionale per le Attività produttive nella precedente legislatura ed una esperienza tutta all’interno della confindustria nissena. La cifra della legalità e trasparenza è a carico soprattutto di Nicolò Marino, magistrato calatino, che dal 1990 al 2003 ha svolto le funzioni di sostituto della Procura della Repubblica di Catania, presso la quale ha fatto parte della Direzione Distrettuale Antimafia e Lucia Borsellino, che fu direttore generale alla sanità con Massimo Russo nel predente governo Lombardo. Per ultimo i tre nomi in quota Pd: Luca Bianchi, un esperto romano all'economia, vice direttore della Svimez, Nino Bartolotta di professione segretario comunale, segretario provinciale del Pd messinese e sindaco di un comune della provincia e Mariella Lo Bello, già segretaria regionale della Cgil agrigentina. Come si nota, alla faccia della discontinuità invocata, tanti i chiamati, molti i riconfermati. Piccola postilla economica: i 12 assessori “esterni” costano almeno 4 milioni di euro lordi all’anno.

Quanto allo staff del Presidente, un altro primato: 4 capi di gabinetto in otto mesi, l’attuale fu anche l’ultimo capo di Gabinetto di Raffaele Lombardo.

Tra i componenti spicca la vicenda di Stefano Polizzoto, un avvocato del palermitano che curò e vinse il ricorso grazie al quale Crocetta fu dichiarato sindaco di Gela. Dopo pochi mesi della nomina a capo della segreteria tecnica si dimise, a causa delle critiche ricevute per i suoi numerosi incarichi ricoperti durante l'esperienza di collaboratore del presidente. Ma nello stesso giorno delle dimissioni fu nominato consulente del governatore. 


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