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SCENARIO/ Polito: ecco le mosse di Napolitano per salvare Berlusconi (da se stesso)

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Giorgio Napolitano (Infophoto)  Giorgio Napolitano (Infophoto)

La strada segnalata dal capo dello Stato parte, anzitutto, dal presupposto che la decadenza è inevitabile e che è meglio per Berlusconi dimettersi un minuto prima di un voto che lo cacci dal Senato.

 

E una volta che si è dimesso?

Presumibilmente, Napolitano gli sta consigliando di iniziare a scontare la pena, scegliendo i servizi sociali. Il che gli consentirebbe di continuare la sua attività politica. Facendo telefonate, comizi, interviste e via dicendo. Cosa che gli sarebbe preclusa con i domiciliari. Volendo, può fare anche una battaglia di principio contro la retroattività della Severino. Dopo aver iniziato a scontare parte della pena, i figli, o gli avvocati, potrebbero chiedere a Napolitano la grazia. E lui la valuterebbe.

 

Ma Berlusconi continua a minacciare di staccare la spina al governo.

Già. Il che non ha alcun senso. Se fa cadere il governo, decade in ogni caso. Non si può mica pensare che il Pd, per ringraziarlo di aver staccato la spina, non voti più la decadenza, o che la sentenza della Corte d’Appello non giunga a destinazione. Il governo, comunque vada, andrebbe avanti, perché probabilmente una maggioranza alternativa si troverebbe. E, come se non bastasse, magari passerebbe pure qualche norma di qualcuno che si vuol vendicare di Berlusconi (ne basterebbe una sull’affollamento pubblicitario per affossare Mediaset). Tra questa strada e la prima, mi sembra evidente quale sia più ragionevole perseguire.

 

Crede che Napolitano stia compiendo altri passi, interloquendo direttamente con le forze politiche?

Rispetto al voto della Giunta, non è suo compito fare alcunché. Si tratta di materia esclusivamente parlamentare. Sta, invece, costantemente invitando i vari attori in campo a non mettere a repentaglio la stabilità politica. A tutti quelli che incontra o che gli telefonano, in sostanza, dice: non buttiamo a mare tre anni di sacrifici pesanti. 

 

(Paolo Nessi)



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COMMENTI
12/09/2013 - Diamogli una mano! (Luigi PATRINI)

L’articolo dice cose sensate e comprensibili, ma suggerirei di integrare il titolo che, almeno in parte, mi pare proprio azzeccato: "...salvare Berlusconi (da se stesso)". È vero: per Berlusconi il pericolo è certamente lui stesso (e questo vale un po’ per ogni uomo che non abbia piena coscienza del proprio essere "limitato"), ma occorrerebbe aiutarlo anche a salvarsi da diversi "amici" che lo circondano, che probabilmente sono poco amici e che sono sempre accondiscendenti verso di lui perché interessati troppo a se stessi ed ai loro propri interessi. Insomma ...se da certi "amici" non sa "guardarsi lui", forse bisognerà …dargli una mano!