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Politica

POLEMICHE/ Mazzotta: meglio Andreotti e Andreatta del "berlusconino" Renzi

Matteo Renzi (Infophoto)Matteo Renzi (Infophoto)

Una "ripresina", per definizione, non è una ripresa. Noi conviviamo con un debito e un fabbisogno importante. Quindi, dobbiamo confidare nel credito, dobbiamo fare debiti e chiedere soldi e nello stesso tempo mettere a punto un programma e un progetto economico e politico. Ora, per ottenere denaro bisogna essere credibili. Mi chiedo quale credibilità possiamo avere, quale credibilità può avere l'Italia, se ogni tre mesi cade un governo, se continuiamo a essere esposti a una perenne instabilità politica. Chi in questa situazione ti farebbe credito?

 

A fronte di tutto ciò, che scenario prevede? 

La questione dello scenario futuro è piuttosto problematica. Bisogna ragionarci freddamente. Partiamo da Berlusconi. E' chiaro che la sua parabola è alla fine, alla conclusione. E forse da molto più tempo di quanto si pensi, rispetto agli avvenimenti di questi giorni. Guardando a tutta la vicenda di Berlusconi mi sembra di assistere a un'agonia, a un'agonia prolungata, che ha tratti di tristezza e di tragicità. Il fatto è che, dopo questo ventennio, dopo questi orrendi vent’anni, non si riesce a vedere uno straccio di energia positiva, una alternativa credibile. La mia impressione è che il berlusconismo sia finito, ma allo stesso tempo che sia terminato anche l'antiberlusconismo.

 

Come mai non c'è nessuna energia positiva all'orizzonte? 

Il fatto è che l'ultimo frutto di questa stagione ventennale avvelenata è il leaderismo. Il leaderismo si vede anche in Renzi e Letta. Ed è un aspetto dannoso. I vecchi partiti della prima Repubblica non avevano questo difetto; erano un gruppo dirigente, una squadra. Se si ripensa agli scontri e alle frecciate che si tiravano Moro e Fanfani, che erano due leader, si poteva anche vedere la comune appartenenza a un gruppo dirigente, a una storia comune, a una squadra che affrontava i problemi. Ecco tutto questo non c'è più, ed è l’aspetto forse più negativo.

 

In questo periodico scontro tra Renzi e Letta ritiene che manchi lo spirito di squadra? 

Certo. Anche se il problema è generalizzato. Letta e Renzi sembrano oggi i più bravi. E allora, perché non si mettono a lavorare insieme, perché non si mettono a collaborare per risolvere i problemi del Paese? Perché non formano tutti insieme un'autentica squadra che affronti i gravi problemi dell'Italia?

 

(Gianluigi Da Rold)

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