BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

DIETRO LE QUINTE/ L'Imu (e l'Europa) salvano Letta da Berlusconi

Pubblicazione: - Ultimo aggiornamento:

Il Senato (Infophoto)  Il Senato (Infophoto)

Quel che non è affatto certo è se le urne siano l'unico approdo possibile in caso di crisi di governo. Gugliemo Epifani è stato chiarissimo nel dire che prima bisognerebbe tentare di riformare la legge elettorale, bersaglio anche degli strali del premier. E anche Napolitano non potrebbe che tentare di esplorare la possibilità di dare vita a un nuovo governo prima di firmare il decreto di scioglimento delle Camere. La finestra elettorale di fine novembre, insomma, è più teorica che reale.

Ecco perché gli appelli al senso di responsabilità si moltiplicano, e Letta dalla festa Udc di Chianciano ha adombrato non solo la possibilità che una crisi renda inevitabile il pagamento dell'odiatissima Imu, ma anche che la prossima legge di stabilità possa essere scritta dall'Europa, che ci metterebbe sotto tutela come e più che nel novembre di due anni fa.

Messe le cose in chiaro per quanto riguarda i rischi, però, al premier non rimane altro che sperare e dirsi sicuro che nessuno staccherà la spina al suo governo. Il primo a sapere che le cose non stanno così è proprio lui, che fa mostra di ottimismo, pianificando per le prossime settimane viaggi alla Casa Bianca, alle Nazioni Unite e in Canada, come se nulla fosse.

Il suo partito non l'aiuta in questo, purtroppo. E così lui dice di mordersi la lingua per non entrare nel dibattito congressuale, in cui Bersani ha deciso di scendere in campo al fianco di Cuperlo per frenare l'impazienza di Matteo Renzi. Col voto di mercoledì la situazione di stallo (che i mercati hanno punito con l'emblematico sorpasso dello spread spagnolo sui titoli di stato nostrani) potrebbe sbloccarsi all'improvviso, imprimendo una vigorosa accelerazione su tutti i fronti politici, tutti dipendenti dal ruolo centrale, nel bene o nel male, di Berlusconi.

Dalle sue scelte dipenderanno quelle dei democratici sul congresso, così come il futuro del centrodestra, dove in molti si agitano, dentro e fuori il perimetro del Pdl/Forza Italia. A invocare le primarie per definire il dopo-Cavaliere non c'è il solo Rotondi, ma anche un inedito terzetto, composto da Flavio Tosi, Giorgia Meloni e Raffaele Fitto, che si sono incontrati alla festa di Atreju. L'investitura dall'alto e la successione dinastica non bastano, a scegliere il futuro leader del centro destra dovranno essere gli elettori, dicono. La sfida a Berlusconi e ai suoi fedelissimi è lanciata.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.