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DIETRO LE QUINTE/ L'Imu (e l'Europa) salvano Letta da Berlusconi

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Il Senato (Infophoto)  Il Senato (Infophoto)

Tic tac, tic tac. Il tempo scorre inesorabile. E l'ora della resa dei conti è sempre più vicina. Così, tanto per mettere le cose in chiaro, Enrico Letta ha voluto avvertire i falchi di tutti gli schieramenti che se il governo dovesse cadere gli italiani si troverebbero costretti a pagare l'Imu. Di conseguenza, i responsabili della rottura si troverebbero nella scomoda situazione di doverne dar conto agli elettori. 

Da qui al voto di mercoledì sera nella giunta per le immunità del Senato il gioco del cerino è destinato a diventare frenetico. Pdl e Pd sono ormai irrigiditi sulle rispettive posizioni, incapaci di fare qualsiasi gesto distensivo. Il rimpallo della responsabilità di una rottura sempre più vicina è continuo.

La polemica sul voto segreto ne è l'esempio lampante. Per quanto vituperato, questo istituto costituisce una garanzia della libertà d'espressione dei singoli parlamentari mai realmente messa in discussione da nessuno, nonostante i numerosi episodi di franchi tiratori che punteggiano la storia, anche recente, della politica di casa nostra. Pensare per davvero che si possa modificare il regolamento del Senato alla vigilia di un voto cruciale come quello sulla decadenza del Cavaliere, equivale a una dichiarazione di guerra anticipata senza quartiere. E accodarsi nel chiedere il voto palese ai grillini non può che essere letto dal Pdl come la prefigurazione di una nuova maggioranza. 

Nella giunta il voto sarà palese per regolamento e il suo esito appare scontato, a sfavore di Berlusconi. Toccherà a lui definire poi l'esito della vicenda che lo riguarda. Chiuso nel suo auto-esilio di Arcore, il Cavaliere sembra non avere ancora deciso il da farsi, consigliato in maniera opposta da falchi e colombe.

Il quesito che non ha trovato risposta è se vi sia ancora una via d'uscita. Dal Quirinale Berlusconi non può attendersi gran che, e in ogni caso per ottenere la grazia dovrebbe firmare una domanda, che suonerebbe come ammissione di colpa. Ma questo documento, per trarlo d'impaccio, sono pronti a firmarlo i cinque figli. La grazia, però, non lo metterebbe al riparo da nuove azioni della magistratura. Un aspetto questo che lo preoccupa non poco, visto che da settimane si rincorrono voci che nuovi provvedimenti restrittivi sarebbero pronti a essere emessi da procure come quella di Napoli, dove s'indaga sulla presunta compravendita di senatori che precedette la caduta del governo Prodi nel 2008.

Quadro nero, quindi, in cui l'unica consolazione sono i sondaggi che continuano a confermare alti consensi al Pdl, pronto a ritrasformarsi in Forza Italia. Se si votasse oggi la vittoria del centrodestra sarebbe a portata di mano.


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