BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCENARIO/ Caldarola: Berlusconi e Travaglio possono sfilare il Pd a Renzi

Pubblicazione:domenica 15 settembre 2013

Matteo Renzi (Infophoto) Matteo Renzi (Infophoto)

Renzi ha fretta. La placidità di Letta, quella calma furbetta di chi la sa lunga e sa soprattutto che, in fondo, comunque vada, lui resta premier, lo irrita. Perché più il governo resiste, più le sue ambizioni di candidarsi a premier sfumano. E l’irritazione non porta di certo consiglio, ma disorienta e, talvolta, fa compiere dei grossolani errori. Come quello di accusare Letta di tenere solo alla poltrona: "Io capisco che Letta si preoccupi della seggiola, ci mancherebbe". Ma "questa cosa del governo che deve durare è un tic andreottiano". E infine: "Una cosa è dire che serve la stabilità, altra cosa è l'immobilismo". Peppino Caldarola, giornalista e scrittore esperto della sinistra, ci dice la sua in proposito.


Come giudica l’atteggiamento di Renzi?

La frase pronunciata su Letta attaccato alla poltrona appartiene al regno dell’inutile. Dietro questa sgarberia c’è il timore che, se si supera lo scoglio della vicenda berlusconiana, le larghe intese possano diventare una linea politica e un governo di lunga durata.

 

Renzi cosa vuole?

Un governo di breve durata, che faccia la legge elettorale e approvi la finanziaria. Poi, che si voti.

 

E Letta?

Lui non pone limiti temporali al suo governo e, indubitabilmente, pensa di avviarsi al semestre europeo guidato dall’Italia.

 

Eppure, Letta viene collocato tra quelli che saliranno sul carro di Renzi...

E’ un paradosso che nasce dalla non chiarissima posizione di Letta. Se D’Alema afferma che il premier salterà sul carro di Renzi è perché il sindaco di Firenze, eventualmente, potrebbe garantire per ancora alcuni mesi la durata del governo. Non solo. L’ambizione di Letta è quella di diventare commissario europeo. Potrebbe essere nominato tale proprio da un esecutivo guidato da Renzi. Tutto ciò dovrebbe indurre ad quieto vivere tra i due. Invece, la competizione è nei fatti.

 

Ci spieghi.

I sondaggi danno Letta in buona posizione, talvolta sopra Renzi; chi fa il premier, inoltre, difficilmente immagina che la sua avventura sia destinata a finire. Ci sono, infine, una serie di forze trasversali - cancellerie europee, settori industriali, intellettuali - convinte che l’Italia, in questo momento, abbia bisogno di un governo durevole per incrociare la fine della recessione. Tale stato di cose conferisce a Letta non poche armi. Renzi, invece, pensa che Berlusconi sia azzoppato e che la vittoria sia alle porte.

 

Crede che, alla fine, Letta potrebbe decidere di candidarsi al congresso?


  PAG. SUCC. >