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BERLUSCONI/ Il giurista: voto segreto o palese, a chi giova il "far west" delle regole?

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Votazione in aula (Infophoto)  Votazione in aula (Infophoto)

Di conseguenza, in un contesto di questo genere, la coerenza giuridica non è neppure messa in discussione, il diritto risulta essere messo fuori gioco, fuori concorso: prepariamoci a cantare il de profundis, benché si tratti pur sempre di compiere scelte non solo "giuridiche" ma di natura costituzionale. La sensazione è sgradevole per chi prova ad insegnare che il diritto costituzionale con le sue regole serve a rendere meno violento lo scontro politico, a razionalizzarlo, a ricondurlo dentro i confini di un fair play che consenta a tutti di sopravvivere e di svolgere le proprie funzioni, in questo caso legiferare per il bene del Paese.  

Morto il diritto e il suo tentativo di razionalizzare le relazioni, non resta che sperare in un secondo "miracolo parlamentare", un sussulto almeno di orgoglio se non di moralità, di cui peraltro, al momento, non pare esservi traccia.



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COMMENTI
16/09/2013 - Sogno un voto sempre segreto (Giuseppe Crippa)

Noto una palese contraddizione nel discorso di Luigi Patrini, che esordisce ritenendo che il voto del parlamentare debba sempre essere palese e poi giustifica il voto segreto nel caso di votazioni che riguardino un singolo… Personalmente sono sempre a favore del voto segreto (con procedura elettronica ma con gravissime sanzioni ai cosiddetti “pianisti”) perché la segretezza rimane l’unico modo per tutelare perfettamente la libertà di voto a qualsiasi livello, dal Parlamento al Condominio. Ovviamente presuppongo la possibilità di scegliere il parlamentare che voto, cioè la preferenza, e se la segretezza consente la corruzione o l’estrinsecarsi di ignobili passioni (odi, invidie ecc.) prendiamocela poi con la natura umana e con quelli che avremo scelto.

 
16/09/2013 - Questo voto resti segreto (Luigi PATRINI)

Cambiare le regole in corso d'opera è sempre scorretto. Credo che il voto dei Parlamentari dovrebbe essere sempre "palese", perché - come recita l'art.67 della Costituzione - il Parlamentare "esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato". Questo perché egli deve, in primo luogo rendere conto delle sue scelte al cittadino-elettore e, solo in secondo luogo, deve renderne conto al suo partito. Dunque è giusto che nel caso di votazioni che riguardano una singola persona - anche se si chiama Silvio Berlusconi - si voti in modo "segreto", rispettando la "coscienza" (si deve sempre presumere il "meglio" in chi abbiamo votato!)del Parlamentare che vota. La Violini ha ragione: che si discuta di questa questione è proprio segno del degrado a cui è giunta la nostra classe politica!