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Politica

PAPA & POLITICA/ La rivoluzione di Francesco in tre mosse

Papa Francesco (Infophoto)Papa Francesco (Infophoto)

Punto terzo. Infine, il Papa si domanda: "Ma qual è la cosa migliore che noi possiamo offrire ai governanti? La preghiera! È quello che Paolo dice: 'Preghiera per tutti gli uomini e per il re e per tutti quelli che stanno al potere'. 'Ma, Padre, quella è una cattiva persona, deve andare all'inferno...'. 'Prega per lui, prega per lei, perché possa governare bene, perché ami il suo popolo, perché serva il suo popolo, perché sia umile!'. Un cristiano che non prega per i governanti, non è un buon cristiano!".  Dunque – conclude il Papa – "diamo il meglio di noi, idee, suggerimenti, il meglio, ma soprattutto il meglio è la preghiera. Preghiamo per i governanti, perché ci governino bene, perché portino la nostra patria, la nostra nazione avanti e anche il mondo, che ci sia la pace e il bene comune".

Divo Barsotti, sacerdote e grande poeta, amava dire che la preghiera è il lavoro del cristiano perché è la preghiera il lavoro dentro ogni lavoro, è lì che il cuore chiede, mendica sporgendosi su una presenza misteriosa eppure già evidente e di cui si percepisce l'opera, l'azione. Il Papa ci ha testimoniato quanto sia totale la sua fiducia nell'efficacia della preghiera quando ha convocato tutto il mondo e tutti gli uomini di buona volontà a pregare per la pace lo scorso 7 settembre, quando il timing delle operazioni militari era già scritto e operativo. 

Tutti siamo rimasti sorpresi, partecipando con la nostra poca o tanta fede, dell'efficacia di quella preghiera di milioni e milioni di persone. Papa Francesco sa che il Padre nostro ascolta un cuore sincero che domanda (come quello del centurione che chiede con umiltà e fiducia) e sa anche che un cuore sincero che domanda ha già cambiato il mondo. C'è allora invito più ragionevole, in questo particolare frangente, che quello di pregare per chi governa?

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