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BERLUSCONI DAY/ Ostellino: Silvio smetta di guardare solo il suo ombelico

Pubblicazione:mercoledì 18 settembre 2013

Silvio Berlusconi (Infophoto) Silvio Berlusconi (Infophoto)

Io capisco il Cavaliere, perché un uomo che da 20 anni è soggetto a inchieste e condanne, finisce per identificarsi con il problema della giustizia. Ha però commesso un errore, in quanto fin dal primo giorno nel 1994 doveva sollevare la questione della riforma della magistratura a vantaggio di tutti gli italiani, e non soltanto a beneficio di se stesso.

 

Dopo che il ricorso di Berlusconi per il caso Cir è stato respinto, lei che cosa si aspetta?

Mi aspetto che una volta che avranno fatto fuori Berlusconi dal Senato, i “tagliagole” abbandonino la battaglia: ormai l’hanno vinta e non vedo perché mai dovrebbero continuare.

 

Una volta che Berlusconi sarà fuori dal Senato rinuncerà alla politica attiva?

Neanche per sogno. Questa storia è un’enorme manfrina tipica dell’Italia, una sceneggiata fasulla da “gesuiti”. Dopo essere stato condannato, Berlusconi sarà escluso dal Senato e poi gli lasceranno continuare a fare quello che ha sempre fatto: restare in politica esattamente come ha fatto finora.

 

La decadenza di Berlusconi non cambierà nulla?

I “tagliagole” volevano fare fuori Berlusconi nella convinzione che il Pdl sarebbe imploso e la sinistra avrebbe fatto man bassa nel suo elettorato. Non credo però che accadrà, perché gli italiani hanno votato e continueranno a votare per il centrodestra non tanto perché siano di destra, ma perché hanno paura della sinistra. Se si andasse alle elezioni il Pdl farebbe il pieno di voti per questo motivo.

 

E quindi?

La regola in Italia è quella del Gattopardo: facciamo finta di cambiare qualche cosa affinché non cambi nulla. Il nostro è un Paese bloccato, paralizzato, incapace di fare le riforme, conservatore, in fondo ancora fascista. E a Berlusconi non resterà altro che arrendersi a questo stato di cose.

 

(Pietro Vernizzi)



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