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BEGHE DI PARTITO/ Caldarola: Renzi segretario? La "pancia" del Pd sta con Travaglio

Pubblicazione:lunedì 2 settembre 2013

Marco Travaglio (InfoPhoto) Marco Travaglio (InfoPhoto)

In realtà, il Pd appare come una somma di “partiti personali”, un partito caratterizzato da autentiche filiere, con sommovimenti interni che stanno mutandolo profondamente. Oggi ad esempio il Renzi segretario fa molta più paura di ieri, fa molta più paura del Renzi che si candida alla presidenza del Consiglio. Perché Matteo Renzi muterebbe troppo il partito per soddisfare tutte le nomenklature interne. Si deve vedere in questa luce la reazione di Bersani.

 

Ma il peso che ha avuto Bersani nei mesi scorsi esiste ancora nel Pd?

Il suo ruolo e il suo peso sono molto ridimensionati. Ha perso contatti, non può più incidere nella vita del partito e nei suoi assetti come in passato. Anche per una ragione precisa: è stato un segretario che ha perso le elezioni, che è stato sconfitto.

 

E allora spostiamo lo sguardo su un altro personaggio storico della sinistra: Massimo D'Alema. Che cosa fa? Che cosa ha in mente?

D'Alema è uno che ragiona politicamente ed è anche molto realista. Sta cercando di arrivare al congresso con una percentuale di voti che possa appoggiare la segreteria di una persona seria come Gianni Cuperlo. Penso però che in D'Alema prevalga il realismo e che abbia già pensato che la partita nel Pd si gioca tra due ex democristiani, Enrico Letta e Matteo Renzi. In sostanza, non c'è “più trippa per gatti”.

 

Ma tra Renzi e Letta chi sceglierebbe?

 Si schiererebbe con Renzi.

 

(Gianluigi Da Rold)



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COMMENTI
02/09/2013 - Caldarola? Intervistatelo ancora! (Luigi PATRINI)

Quel che dice Caldarola è sconcertante, non in sé, ma perché ha il coraggio di dirlo fuori dai denti. Dobbiamo dare atto a Berlusconi che uno dei suoi meriti (qualcuno ne ha, anche se credo che, più va avanti, e più aumenteranno i demeriti!) è proprio quello di aver costretto gli eredi del PCI a gettare la maschera e a mostrare tutte le loro intrinseche debolezze culturali, non ultima proprio quella di essere uniti solo dall’anti-berlusconismo, come riconosce Caldarola. Se Gramsci fosse qui direbbe forse che "il fumo di satana è entrato in quel che resta del suo partito!". Così oggi ci portiamo ancora il fardello di una sinistra che, senza aver “messo Marx in soffitta” come fece la Socialdemocrazia tedesca nel 1959 a Bad Godesberg, è fortemente ideologizzata e oscilla tra la tentazione del massimalismo e la paura di essere considerata conservatrice: non si può negare che Grillo, quando chiama il PD il “pidiellemenoelle” è davvero geniale! Se poi ricordiamo il dialogo in diretta tra Bersani e i capigruppo del M5S, non possiamo proprio fare a meno di immaginare che Togliatti sta rivoltandosi nella tomba!