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LEGGE OMOFOBIA/ La protesta fuori dell'assemblea del Pd: è uno schiaffo agli omosessuali

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Gli esponenti delle associazioni Lgbt si sono radunati fuori dell'auditorio in via della Conciliazione a Roma dove è cominciata l'assemblea di due giorni del Pd. Assemblea che deve decidere tempi e regole del prossimo congresso del partito. Si sono radunati e protestano apertamente contro il Pd per  i contenuti della legge sull'omofobia approvata ieri. In particolare gli attacchi sono diretti contro il renziano Ivan Scalfarotto relatore del provvedimento, accusato di averlo modificato in modo tale da far contenti i vescovi e la Chiesa in generale. "Si è reso complice politicamente di un'operazione politica. Per noi è uno schiaffo agli omosessuali di questo paese" ha detto Aurelio Mancuso, attivista gay, aggiungendo: "Mi chiedo: come mai adesso c'era bisogno di una specifica norma sui reati omosessuali? Si è voluta fare un legge salva-vescovi, con un emendamento che grida vendetta e lascia libertà di insulto a forza nuova e a Militia Christi. Un capolavoro". Sotto accusa anche l'emendamento Gitti che svuotando la legge Nancino, dice sempre Mancuso, avrebbe offeso gli omosessuali italiani. Si sono sentite urla di vergogna vergogna indirizzate agli esponenti del Pd riuniti in assemblea. Evidentemente irato, Mancuso ha detto di essere iscritto a "questo maledetto partito" (il Pd) e si sente fuori dalle logiche di qualunque candidato al congresso. 



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