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LETTA/ Polito: governo salvo "grazie" ai sondaggi di Berlusconi

Pubblicazione:venerdì 20 settembre 2013

Enrico Letta (Infophoto) Enrico Letta (Infophoto)

Il Cavaliere è convinto del fatto che il Pdl sia stato un fallimento, e in questo effettivamente non ha torto. Il Pdl è fallito dal 2010, da quando cioè Fini e una componente importante di quel partito se ne andarono. La logica del ritorno a Forza Italia sta quindi nel fatto di capire che il Pdl non ha funzionato.

 

Ritiene che la risposta che dà Berlusconi sia quella giusta?

No. Io auspico che Berlusconi riesca a trovare tutte le risposte, perché non mi piacerebbe un Paese dove sparisce nuovamente la destra. Il centrodestra italiano per sopravvivere al Berlusconismo ha però bisogno dell’esatto contrario di una deriva personalistica. Forza Italia e Pdl hanno sofferto in maniera evidente del personalismo degli ultimi 20 anni. La soluzione che il centrodestra deve trovare alla perdita progressiva del carisma del fondatore Berlusconi sta esattamente nella direzione opposta, nel fatto cioè di costruire un partito in cui il popolo sia usato come soggetto di partecipazione e non come oggetto di mobilitazione.

 

Il centrodestra è al bivio?

Sì, e quando la Santanché dice che deve essere un partito senza mediazione tra leader e popolo si riferisce proprio a questo: a una forza politica cioè in cui il leader usa il popolo, e non è invece il popolo a indicare al leader che cosa vuole che faccia. Si tratta di due modelli completamente diversi, uno è leaderistico e l’altro è democratico.

 

Qual è il problema legato al modello leaderistico?

Il problema sorge quando il leader non c’è più, e siccome la destra italiana va verso un’epoca in cui il leader, cioè Berlusconi, non ci sarà più, la risposta dovrebbe essere quella di trovare una via diversa. Evidentemente però il Berlusconismo non ne è capace, e se non ne è capace sarà travolto dalla storia. Il gaullismo francese è nato quando Georges Pompidou è stato eletto presidente ed è diventato l’erede di Charles de Gaulle.

 

Perché secondo lei Berlusconi non è capace di compiere questo passaggio?

Per il culto del capo imposto dallo stesso Berlusconi. Le vicende personali e gli interessi imprenditoriali di Berlusconi si sono talmente intrecciati con la forza politica, che oggi è molto difficile in quel partito sostenere un ragionamento politico capace di prescinderne.

 

(Pietro Vernizzi)



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COMMENTI
20/09/2013 - La vera alternativa al PdL non è FI (Luigi PATRINI)

Polito ha ragione: il Pdl è stato un partito leaderistico, esattamente come Forza Italia lo era stato e, inevitabilmente, tornerà ad essere, perché - nonostante le aspettative di alcuni leader "secondi" dell'attuale Pdl - è Berlusconi che "paga" e vorrà sempre essere il n.1: è perciò inevitabile che, dove c'è lui, non cresca una classe politica autorevole e capace di "autonomia" dal capo. Soprattutto non avrà spazio che vuole coinvolgere il popolo e non gestirlo solo come massa di manovra e di pressione. La destra ha bisogno di una nuova leadership, ma è troppo disgregata e il raggruppamento maggiore che la costituisce ha "segato" tutti i potenziali leader. Però chissà... vedremo. Temo che Berlusconi sia oggi il "tappo" che blocca una vera e seria evoluzione nella destra italiana. Penso che se amasse davvero l'Italia - come continua a dire - farebbe un passo indietro.