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LETTA/ Polito: governo salvo "grazie" ai sondaggi di Berlusconi

Per ANTONIO POLITO, la soluzione che il centrodestra deve trovare alla perdita progressiva del carisma di Berlusconi sta nella direzione opposta a quella di un ritorno a Forza Italia

Enrico Letta (Infophoto) Enrico Letta (Infophoto)

“Il richiamo di Berlusconi all’importanza della stabilità del governo nasce dal fatto che il Cavaliere ha compreso che è proprio questo ciò che vogliono gli italiani. Il Cavaliere dimostra di essere sostanzialmente un politico, riuscendo a intrecciare magistralmente interesse generale e convenienze personali”. Ad affermarlo è Antonio Polito, editorialista del Corriere della Sera, che commenta così le parole di Berlusconi in occasione dell’inaugurazione della nuova sede di Forza Italia. Il Cavaliere ha rivendicato: “Abbiamo dato prove di responsabilità straordinarie, perché la stabilità in questo momento è un bene”.

 

Polito, il sostegno di Berlusconi al governo nasce da un calcolo o da convenienze personali?

Berlusconi ha affermato che “la stabilità ora è un bene” perché si tratta di una posizione popolare. La grande maggioranza degli italiani pensa che il governo Letta debba andare avanti. Sono in pochi ad avere voglia di imbarcare il Paese in un’altra crisi politica e in nuove elezioni anticipate, magari con la stessa legge e senza la speranza realistica di vederne uscire una maggioranza solida. Berlusconi dice insomma quello che pensa la maggioranza degli italiani.

 

I guai giudiziari non hanno messo in crisi il fiuto politico del Cavaliere?

No, anzi in questo modo Berlusconi conferma di essere un uomo politicamente abile, che tenta sempre di combinare il suo interesse personale o politico con l’opportunità e con il consenso. Raramente il Cavaliere prende posizioni in senso opposto all’orientamento della maggioranza degli italiani, e in questo dimostra di essere sostanzialmente un politico. Siamo noi che pensiamo che Berlusconi sia mosso esclusivamente dai suoi affari personali.

 

Lei ritiene che non sia così?

Lui li tiene effettivamente in grande conto, direi che non li dimentica mai, ma usa la politica in modo accorto per servirli. Se Berlusconi avesse provocato una crisi di governo, sarebbe stato un atto irrazionale. Oltre ad assumersi di fronte al Paese la responsabilità di metterlo nei guai per una ripicca personale, sarebbe stato del tutto inutile perché dopo le elezioni anticipate per lui non sarebbe cambiato nulla dal punto di vista giudiziario.

 

Lei descrive Berlusconi come un politico razionale. Qual è la “logica” dietro il ritorno a Forza Italia?


COMMENTI
20/09/2013 - La vera alternativa al PdL non è FI (Luigi PATRINI)

Polito ha ragione: il Pdl è stato un partito leaderistico, esattamente come Forza Italia lo era stato e, inevitabilmente, tornerà ad essere, perché - nonostante le aspettative di alcuni leader "secondi" dell'attuale Pdl - è Berlusconi che "paga" e vorrà sempre essere il n.1: è perciò inevitabile che, dove c'è lui, non cresca una classe politica autorevole e capace di "autonomia" dal capo. Soprattutto non avrà spazio che vuole coinvolgere il popolo e non gestirlo solo come massa di manovra e di pressione. La destra ha bisogno di una nuova leadership, ma è troppo disgregata e il raggruppamento maggiore che la costituisce ha "segato" tutti i potenziali leader. Però chissà... vedremo. Temo che Berlusconi sia oggi il "tappo" che blocca una vera e seria evoluzione nella destra italiana. Penso che se amasse davvero l'Italia - come continua a dire - farebbe un passo indietro.