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SCENARIO/ Letta o elezioni, Berlusconi ha un altro problema

Pubblicazione:sabato 21 settembre 2013

Silvio Berlusconi inaugura la nuova sede di FI (Infophoto) Silvio Berlusconi inaugura la nuova sede di FI (Infophoto)

Sì, anche se naturalmente questa uscita di scena potrebbe anche durare anni. Sta di fatto che la sentenza di interdizione sui pubblici uffici e la non candidabilità nel prossimo Parlamento costringono di fatto Berlusconi a compiere un passo indietro. Adesso deve “condire” questo passo indietro con dei contenuti e con un’immagine positiva.

 

Il ritorno a Forza Italia permetterà al centrodestra di sopravvivere anche con un Berlusconi con un ruolo un po’ più defilato?

Al contrario, l’operazione politica di Forza Italia consiste nel ricostruire un partito berlusconiano. Quindi un partito fortemente plebiscitario nella sua struttura interna, basato su un leader carismatico, al servizio di questo leader. Si va quindi nella direzione opposta, non dell’uscita di scena ma della riconsacrazione del “guerriero”. Considero quindi quella di Forza Italia una storia transitoria, che riguarda innanzitutto il modo in cui Berlusconi si troverà a gestire questo tramonto. E’ difficile pensare a Forza Italia senza Berlusconi, mentre il Pdl quantomeno aveva i suoi organismi dirigenti, il segretario e la direzione nazionale. Almeno in teoria il Pdl aveva quindi una struttura al cui interno i leader potevano anche cambiare, tanto è vero che a un certo punto si è parlato addirittura di primarie.

 

Se Forza Italia è una transizione, verso che cosa porterà?

Difficile rispondere. Nell’ipotesi in cui Renzi andasse al governo, produrrebbe un’opposizione di centrodestra che tra due legislature si presenterà con un volto nuovo. Oggi questo volto nuovo non c’è ancora, ma siccome in politica, come in fisica, i vuoti prima o poi si riempiono, sarebbe ragionevole prevedere che al prossimo turno governerà il centrosinistra di Renzi e poi di conseguenza per reazione fisiologica si ritornerà a una nuova destra post-berlusconiana.

 

(Pietro Vernizzi)



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COMMENTI
21/09/2013 - C'è ancora un "popolo" in Italia? (Luigi PATRINI)

Berlusconi si è "accorto" che è finito? Forse è vero, ma non "vuole" e "non accetta" che sia finita. Per questo, quando deciderà di accettare di essere finito non uscirà di scena "volente", ma uscirà perché "cacciato fuori": qualcuno gli dica che ormai il tempo per uscire lasciando un buon ricordo è scaduto da un pezzo! Il Pdl non era meno leaderistico di FI e non aveva una struttura articolata: non è cresciuta una vera classe dirigente e lo stesso segretario Alfano non è stato "eletto" dagli iscritti in un Congresso, ma è stato scelto dal Padrone del partito. Il Papa ha ricordato che un vero governante deve amare il suo popolo ed essere umile. Mi pare che quanto ad amore il Cav. abbia altre ...propensioni e ami forse troppo se stesso, più che il popolo (anche se dice il contrario): per questo forse anche l'umiltà difetta un poco. D'altra parte non è facile avere tanti soldi - e perciò tanti interessi - ed essere davvero generosi! Non è un giudizio, ma una amara e realistica constatazione. Io per primo, francamente, non scaglierei certo la prima pietra. Ma chi amerà davvero questo popolo italiano? E c'è ancora, in Italia un popolo? Forse chi dice di amarlo, in realtà ha contribuito a distruggerlo...