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Politica

LEGHISMI/ Bepi Covre: Bossi, Tosi, Salvini, ecco chi dà le carte

Umberto Bossi e Roberto Maroni (Infophoto)Umberto Bossi e Roberto Maroni (Infophoto)

Per esempio discutendo le tesi congressuali che non dovranno più essere calate dall’alto. Com’è successo per temi importanti come la secessione o la devolution che sono state decise dai vertici e la militanza ha dovuto solo prendere atto. Questo non può più andare bene da domani in poi.

 

Cosa ne pensa dell’uscita di Bossi che ha dichiarato di volersi candidare al congresso?

Magari fosse un’uscita! Purtroppo non è un’uscita la sua, né una battuta. La sua è piuttosto una riproposta. Magari si decidesse ad uscire.

 

Ma come, un leghista della prima ora come lei non prova neanche un po’ di affetto per il fondatore?

Proprio perché provo affetto vero gli consiglio di mettersi in quiescenza. Penso alla sua salute. Vede, il potere è una droga vera, crea dipendenza, questo si sa. Capisco che Umberto che tanto ha dato, tanto si è sacrificato, faccia fatica a tagliare il cordone ombelicale. Però lo deve fare. Si prenda un ruolo nobile e basta. Ma che sia davvero un ruolo davvero nobile, non incisivo, non determinante, non operativo. Questo vorrebbe dire voler bene al movimento e non fomentare fuochi di dissidenza con qualche nostalgico, qualche illuso. O anche qualche beneficiato.

 

Dei due candidati maroniani, Salvini e Tosi, chi è meglio?

Tosi tra l’altro si è candidato alle primarie del centrodestra Ho sempre avuto in simpatia Tosi. Però Flavio deve decidere cosa vuol fare da grande. Se vuol candidarsi assieme a Fratelli d’Italia non può fare anche il segretario della Lega Nord.

 

Tra voi e Fratelli d’Italia c’è incompatibilità?

Certo che sì. E poi perché uno ha un sedere solo e può occupare una sola “cadrega”. Non mi risulta che Tosi ne abbia due. In più Tosi è stato accusato da Bossi di aver esagerato con le epurazioni all’interno del partito. Le epurazioni non ci sono state, su questo assolvo Tosi. Ci sono state minacce ma in realtà non sono mai avvenute. È successo l’anno scorso in un momento di particolare confusione e di dissenso. Mi piacerebbe Flavio come segretario federale perché il Veneto se lo merita. Abbiamo sempre avuto un segretario lombardo. Un ricambio sarebbe opportuno, giusto, utile.

 

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