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BERLUSCONI/ Rotondi (Pdl): la "nuova" Forza Italia prende il peggio del Pd

Per GIANFRANCO ROTONDI, occorre puntare a un nuovo partito di centrodestra sul modello della Cdu tedesca o del Partito Popolare Europeo in grado di raccogliere i voti di tutti i cattolici

Angelino Alfano e Gianfranco Rotondi Angelino Alfano e Gianfranco Rotondi

Silvio Berlusconi si prepara ad alzare il tiro, suscitando la preoccupazione delle colombe del Pdl e gli entusiasmi di falchi e pitonesse. Dai sondaggi la “nuova” (si fa per dire) Forza Italia non basterebbe a sfondare e intanto il Cavaliere si sente sempre più accerchiato. Ad accrescere la tensione è lo scontro sull’aumento dell’Iva che fa tremare il governo Letta. Per Gianfranco Rotondi, ex ministro per l’Attuazione del programma e attuale candidato alle primarie del centrodestra, “la nuova Forza Italia è un’operazione di marketing di un prodotto già noto. La vera rivoluzione deve essere un’altra, puntare a un nuovo partito di centrodestra sul modello della Cdu tedesca o del Partito Popolare Europeo in grado di raccogliere i voti di tutti i cattolici in Italia”.

Che cosa cambierà con la concretizzazione del progetto della nuova Forza Italia?

Per ora è stata soltanto cambiata l’insegna, non mi risulta che ci siano novità a livello di contenuti e mi sembra soltanto il terzo tempo del Berlusconismo. E’ una delle tante operazioni di marketing in voga nella Terza Repubblica. Il prodotto invece è sempre lo stesso: Silvio Berlusconi, il suo genio e la sua sregolatezza.

La nuova Forza Italia sarà destinata a durare o è soltanto un partito di transizione?

Difficile dirlo. Tutti applaudono alla vittoria della Merkel, ma in pochi realizzano che è una leader democristiana. La Cdu era tale quando in Italia c’era ancora la Dc, e nessuno si chiede perché quello che in Germania è vincente da noi sia proibito.

Forza Italia e Cdu fanno entrambe parte del Partito Popolare Europeo. In che cosa si differenziano?

La Cdu ha l’impianto del partito popolare d’ispirazione cristiana, mentre Forza Italia prende il peggio di quella che nel Pd si chiama “contaminazione”. Nel centrodestra italiano cattolici, liberali e destra si fondono in un unico partito privo di una cultura di riferimento: è giunto però il momento di fare i conti con la necessità di compiere una scelta in questo senso. L’unica risposta può essere rappresentata dalla dottrina sociale della Chiesa e dall’orizzonte del popolarismo.

A differenza di quanto avveniva ai tempi di Dc e Pci, i cattolici oggi votano sia a destra sia a sinistra. Ha ancora senso proporsi come il partito dei cattolici?


COMMENTI
25/09/2013 - commento (francesco taddei)

il ppe non è certo l'erede del partito di Sturzo! anzi, è l'esecutore accondiscendente dello statalismo accentratore degli euroburocrati senzapopolo. hanno ragione gli inglesi a tenersene fuori. dobbiamo essere un'unione multipolare, simile alla svizzera, non andare verso il soviet democratico. e per ritrovare i voti cattolici, invece dei cristianosociali italiani guardiamo più ai benedettini!