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Politica

CROCETTA/ Il Pd gli toglie l'appoggio e fa le prove di crisi (nazionale)

Rosario Crocetta (Foto InfoPhoto)Rosario Crocetta (Foto InfoPhoto)

Il Pdl nella solita conferenza stampa, in mancanza di organi di partito in grado di deliberare, ha riaffermato la scelta di continuare a stare all’opposizione. Questi i fatti. Poi ci sono le opinioni. Il popolo della rete filo crocettiana teme un arretramento del nuovo stile inaugurato dal governatore siciliano in cui le denunce alla magistratura sono divenute più importanti degli atti amministrativi. Merita a tal proposito riportare una denuncia proprio di lunedì mattina del procuratore aggiunto di Palermo, Leonardo Agueci, il magistrato che coordina le indagini sulla pubblica amministrazione, che a margine di un convegno ha affermato: “E' successo che a volte ci si sente apposto mandando le carte in Procura, a volte può essere un alibi per forme di poca efficienza e irresponsabilità, anche se questi sono profili che ci interessano fino a un certo punto".

Il popolo della rete filo Pd, plaude e vagheggia un ritorno ad un passato, di cui non ha più memoria, in cui il partito sapeva farsi valere e valeva la pena appartenere ad un partito come il Pd. Poi c’è il popolo, quello vero, quello che non ha tempo per scrivere ai giornali on line perché impegnato a lavorare e a gestire una vita familiare sempre più dura, a causa di una crisi che non accenna a diminuire. Quello che magari ha votato Crocetta e dopo quasi un anno è ancora in attesa dei segni concreti di cambiamento promessi ma non realizzati. Quello che comincia a supporre che si stava meglio quando si stava peggio perché comunque alcune certezze, a cominciare dal poco lavoro, non te le toglieva nessuno. Il popolo che ha perso la speranza nel cambiamento. A questo popolo (e soprattutto ai suoi governati) papa Francesco domenica da Cagliari ha aperto il cuore alla speranza. “Non lasciatevi rubare la speranza! Non lasciatevi rubare la speranza! Forse la speranza è come le braci sotto la cenere; aiutiamoci con la solidarietà, soffiando sulle ceneri, perché il fuoco venga un’altra volta. Ma la speranza ci porta avanti. Ma la speranza non è di uno, la speranza la facciamo tutti! La speranza dobbiamo sostenerla fra tutti, tutti voi e tutti noi che siamo lontani. La speranza è una cosa vostra e nostra. E’ cosa di tutti! Per questo vi dico: Non lasciatevi rubare la speranza!”.

Vogliamo augurarci che i politici siciliani abbiano trovato o trovino il tempo per soffermarsi su queste parole per comprendere la responsabilità che ne deriva anche per loro.

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