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DIMISSIONI PARLAMENTARI PDL?/ Il giurista: un grave attacco alla democrazia

Il Senato (Infophoto) Il Senato (Infophoto)

Le dimissioni sono effettivamente un atto politico per costringere il presidente della Repubblica allo scioglimento delle Camere. Ciò pone un altro elemento di contrasto, cioè di valutazione costituzionale. In pratica non impedisce l’atto, ma rientra nell’ambito della valutazione di ciò che può o meno verificarsi. Lo scioglimento è un atto del Presidente della Repubblica il quale non può essere costretto in nessun modo. Indire nuove elezioni deve essere il frutto di una valutazione politico-istituzionale sull’impossibilità delle Camere di funzionare. Anche sotto questo profilo le dimissioni in massa sono un atto che non trovano una linearità costituzionale. Si tratta di situazioni estreme che potrebbero avere un’ipotesi di fondo di salvaguardia delle istituzioni quando sono davvero in pericolo, e c’è una situazione di una gravità tale che richiede un gesto altissimo di rottura. Questo sarebbe di fatto un gesto di rottura delle istituzioni.

 

Una volta presentate, le dimissioni entrerebbero in vigore automaticamente?

Dal punto di vista dell’operatività le dimissioni devono essere votate e accettate dalla Camera di appartenenza. Ci sarebbe quindi un dibattito e le dimissioni sarebbero probabilmente respinte perché non c’è una maggioranza per accettarle. Se al contrario le dimissioni fossero accettate, in realtà sarebbe l’intera assemblea a chiedere lo scioglimento al presidente per l’impossibilità di funzionare. Mentre dal punto di vista formale, quando le dimissioni diventano operative dovrebbero subentrare i primi dei non eletti di ciascun partito.

 

Che cosa accadrebbe invece se a dimettersi fossero i ministri?

Il governo entrerebbe in crisi e il presidente della Repubblica accerterebbe se c’è una maggioranza parlamentare per un nuovo governo. Napolitano potrebbe quindi o rinviare il governo alle Camere o accettare le dimissioni del presidente del consigli, se quest’ultimo ritenesse di non avere più l’impostazione della coalizione data al suo governo.

 

(Pietro Vernizzi)

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COMMENTI
26/09/2013 - a mali estremi estremi rimedi (LUCIANO VIGEVANO)

anche il voler annientare tutti i poteri di gestione dello Stato (legislativo, esecutivo ed amministrativo) da parte di chi dovrebbe solo garantirne la legittimità senza faziosità politiche è un grave attentato alla democrazia. Per mettere un freno a questo occorre il coraggio di azioni anche "rivoluzionarie" che permettano però di rimanere nell'ambito non cruento! EVUGGIO

 
26/09/2013 - davvero? (Claudio Baleani)

Le dimissioni sono un grave attacco alla democrazia. E pensare che stava andando tutto così bene!