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DIMISSIONI PDL?/ Il giurista: Camera e Senato possono funzionare lo stesso

Silvio Berlusconi (Infophoto) Silvio Berlusconi (Infophoto)

L'unico significato delle "dimissioni di massa" si ridurrebbe al rivendicare l'impunità del leader politico, per cui si pretenderebbe una posizione al di sopra della legge, ed al testimoniare l'insostituibilità di Silvio Berlusconi per la compagine politica da lui guidata, addirittura incapace di fare a meno del suo apporto in sede parlamentare. Non si vede, davvero, in cosa le "dimissioni di massa" dei parlamentari dovrebbero giovare al Pdl, e tantomeno ai suoi elettori.

Ma, per l'evenienza, a cui si stenta a credere, che la minaccia di "dimissioni di massa" di parte Pdl sia seria, anche il resto del Parlamento, senza eccezione per alcuno dei parlamentari e delle forze che concorrono a Camera e Senato, hanno da riflettere sulle parole del Presidente Napolitano.

In ciascuno dei due rami del Parlamento, i parlamentari del Pdl sono meno di cento (su, complessivamente, 315 senatori e 630 deputati). Anche ad immaginare che i parlamentari del Pdl si dimettano "in massa", la Camera ed il Senato potrebbero, perciò, continuare a funzionare, espletando i propri compiti, purché, naturalmente, tutti gli altri loro componenti, e le forze politiche da essi rappresentate, agiscano al riguardo all'unisono. Non si tratterebbe di una situazione da prendere alla leggera, anzi si tratterebbe di un'autentica emergenza democratica. Tuttavia, e purtroppo, non sarebbe la prima volta che un'emergenza democratica si manifesta. 

All'emergenza democratica, irragionevolmente e ad arte provocata, si può reagire con differenti modalità, dovendo le forze e gli esponenti politici di ogni orientamento e colore scegliere, comunque, tra la logica dell'allontanamento che può diventare diserzione, da un lato, e, dall'altro, il serrare le fila e superare le divisioni per garantire la legalità e la saldezza delle istituzioni repubblicane. Sarebbe un bel segnale se, da subito, le forze politiche ed i parlamentari si rendessero disponibili ad un impegno comune per impedire, come si può impedire, che possa andare a buon fine qualunque tentativo, da chiunque operato, di "colpire alla radice la funzionalità delle Camere" e, con essa, la Costituzione.

 

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