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SCENARIO/ Franchi: Berlusconi spera di "dimettere" Napolitano, ma si sbaglia

Pubblicazione:venerdì 27 settembre 2013

Giorgio Napolitano (Infophoto) Giorgio Napolitano (Infophoto)

Il giorno della sua rielezione, aveva detto chiaramente che, se il Parlamento non avesse rigato dritto e non avesse prodotto una serie di riforme necessarie per il Paese, si sarebbe dimesso. In tal senso, è circolata l’ipotesi in base alla quale potrebbe congedarsi senza tuttavia sciogliere le Camere, affidando quindi ai deputati e ai senatori attuali il compito di eleggere il suo successore. Anche se avesse in cuor suo l’idea di compiere un passo così drammatico, credo èerò che non lo confiderebbe nemmeno al suo più stretto collaboratore. 

 

Quindi? Secondo lei si dimette o no?

Per quel che lo conosco, verosimilmente può averci pensato; in tutta onestà, però, non credo che lo farà. Uscirebbe dalla scena figurando come un presidente che ha preferito salvaguardare il proprio prestigio al farsi carico della situazione. Certo, aveva promesso che, a certe condizioni, si sarebbe dimesso. Tuttavia, farlo in una fase così critica per il Paese, sarebbe estremamente contradditorio rispetto al suo modo di concepire lo Stato, le istituzioni, e il suo ruolo.

 

Cosa ne sarà, invece, del governo?

La prassi vuole che le dimissioni di un parlamentare debbano essere votate dal Parlamento. Laddove il voto fosse positivo, in ogni caso, subentrerebbero i primi dei non eletti. Comunque vada, la rinuncia di senatori e dei deputati del Pdl non farebbe venire meno il numero legale affinché le votazioni siano valide. Di conseguenza il Pd, assieme a Scelta Civica, avrebbe i numeri per costituire una nuova maggioranza. In sostanza, il Pdl ha in mano una pistola caricata a salve.  

 

(Paolo Nessi)



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