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Politica

SCENARIO/ Franchi: Berlusconi spera di "dimettere" Napolitano, ma si sbaglia

Per PAOLO FRANCHI, il Pdl non può sentirsi in alcun modo tradito dal capo dello Stato il quale, di sicuro, non ha il potere di concedere a Berlusconi una sorta di immunità permanente

Giorgio Napolitano (Infophoto)Giorgio Napolitano (Infophoto)

E’ come se tutto stesse, improvvisamente, per esplodere. Nel volgere di poche ore, i parlamentari del Pdl hanno deciso di dimettersi in massa, laddove la Giunta per le elezioni del Senato votasse la decadenza di Silvio Berlusconi. Napolitano è trasecolato. Non se l’aspettava, e non ha fatto nulla per nasconderlo nella nota ufficiale pubblicata dal Quirinale. Anzi. C’è andato già pesante. «Non posso che definire inquietante l'annuncio di dimissioni in massa dal Parlamento», ha scritto facendo presente che sarebbe altrettanto inquietante effettuare questa operazione al fine di «esercitare un'estrema pressione sul Capo dello Stato per il più ravvicinato scioglimento delle Camere». Che in effetti, pare proprio quello che vuole il Pdl. Abbiamo fatto il punto sulla situazione con Paolo Franchi, editorialista del Corriere della Sera ed esperto di Quirinale.

E’ possibile che fosse in corso una sorta di trattativa tra il Pdl e il capo dello Stato? Può essere che Berlusconi si sia sentito tradito da Napolitano?

Non credo che il Pdl abbia mai avuto rassicurazioni particolari rispetto alle quali sentirsi tradito. La posizione di Napolitano è sempre stata quella espressa nel famoso intervento di agosto. Nel quale riconobbe la portata politica di Berlusconi, in quanto leader di un importante partito e, rispetto alla vulgata corrente, ammise che le sentenze, volendo, possono essere criticate; ma vanno rispettate. In sostanza, si possono commentare, ma vanno eseguite. Detto questo, aveva fatto presente che qualsivoglia ipotesi di grazia non era esclusa a priori, richiedendo però un atteggiamento di rispetto e sobrietà da parte di Berlusconi e del Pdl.

La reazione di questi giorni, più che altro, sembra dettata dal terrore di Berlusconi di essere arrestato una volta decaduto.

Se anche fosse, cosa dovrebbe fare Napolitano? Può forse telefonare alle cosiddette toghe rosse e imporre loro di smetterla di molestare Berlusconi, o deportare i principali pm italiani? Non è neppure pensabile che ogni volta che sarà pronunciata una nuova eventuale condanna, il capo dello Stato possa concedergli la grazia. Si tratterebbe di una forma di impunità.

Ieri, tra le altre cose, è stata ribadita la richiesta della Procura di Palermo nei confronti di Napolitano di deporre nel processo sulla presunta trattativa stato-mafia.

Non vedo particolari collegamenti con la minaccia di dimissioni del Pdl. La richiesta di deporre è storia antica.

Non crede che tali circostanze potrebbero indurre Napolitano a dimettersi?