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BERLUSCONI/ Toti (Tg4): sarà "costretto" a far cadere il governo

Silvio Berlusconi (Infophoto) Silvio Berlusconi (Infophoto)

Perché se esiste il governo Letta, è soprattutto grazie a Berlusconi. Il Pd inseguiva altre strade, ben più avventurose, come un accordo con Grillo. Io posso non volere divorziare da mia moglie, ma se lei si fa trovare nel mio letto con un amante, e io chiudo gli occhi, poi mi chiede di farle pure il caffè, e io glielo faccio, e poi mi mette le valigie fuori dalla porta, non sono io che ho divorziato ma è lei che mi ha cacciato. E’ lo stesso che è avvenuto nei confronti di Berlusconi.

 

Qual è la molla che renderà operative le dimissioni? O si tratta soltanto di un dissuasivo?

Non penso che sia un dissuasivo. Il momento della verità sarà il voto nell’aula del Senato. Non tanto quello della giunta, che è uno dei passaggi tecnici per arrivarci; il momento vero della decadenza per la legge Severino è il voto segreto che si terrà a Palazzo Madama. In quell’occasione Berlusconi parlerà spiegando le ragioni del Pdl. Poi se gli alleati di governo Pd e Scelta civica, insieme al Movimento 5 Stelle, sceglieranno di espellerlo senza avere esperito tutte le verifiche di costituzionalità su questo passaggio, io immagino che il Pdl ne trarrà le conseguenze e farà cadere il governo.

 

Se si andasse alle elezioni anticipate, Berlusconi pur essendo incandidabile forzerà la mano e si presenterà?

E’ molto discutibile affermare che Berlusconi non si possa ricandidare, almeno fino al momento in cui non lo avranno deciso le camere. Anche su questo c’è un conflitto di attribuzioni e interpretazioni costituzionali divergenti. In ogni caso che Berlusconi sia o meno il capolista del partito, continuerà a essere importante. Grillo ha dimostrato quanto un leader politico possa trascinare il suo movimento pur restando fuori dal Parlamento. Berlusconi sarà comunque il leader del partito in campagna elettorale, che sia o meno formalmente il capolista. Se ci saranno le condizioni per farlo, si ripresenterà anche per il Parlamento. Ha detto chiaramente: “Io resto qui, io non mollo”. Una sua eventuale ricandidatura resta una diretta conseguenza di questa affermazione di principio.

 

(Pietro Vernizzi)

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