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CRISI DI GOVERNO/ Polito: l’"ipotesi B" di Letta fa paura a Berlusconi

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Questa accelerazione improvvisa e improvvida può dipendere solo dal fatto che Berlusconi si è convinto di poter evitare il voto del Senato sulla sua decadenza, che considera evidentemente una sconfitta politica umiliante e insanabile. E’ vero che il 4 ottobre la Giunta vota. Poi, però, la questione deve passare all’Aula. Un po’ di tempo c’è. L’ex premier potrebbe, quindi, sperare che il Senato si paralizzi e venga sciolto prima del voto.

 

Anche se non decaduto sarebbe comunque incandidabile.

Potrebbe immaginare - come è stato scritto - di candidarsi in tutte le circoscrizioni, sperando che una delle Corti d’appello che deve pronunciarsi sulle liste elettorali accetti la sua obiezione rispetto alla retroattività delle legge Severino. Non è detto, tuttavia, che caduto il governo non si formi una nuova maggioranza. Anzi: dato che la Corte costituzionale dovrà giudicare il Porcellum, e considerando scontato un verdetto di illegittimità, si formerà un governo di scopo volto a riscrivere la legge elettorale.

 

Non crede che Berlusconi si sia sentito tradito da Napolitano?

Escludo che Napolitano abbia fatto a Berlusconi delle promesse che non poteva mantenere. Non poteva di certo concordare con la Cassazione il calendario delle udienze, né chiedere al giudice Esposito una sentenza mite. Ciò che poteva fare, è quanto indicato nella nota di agosto: ribadire che il carcere, per Berlusconi – considerando l’età e il reato compiuto, la prassi e la giurisprudenza – è escluso; ed esercitare il potere di grazia, a condizione che qualcuno gliela chieda e che Berlusconi inizia a scontare la pena.

 

(Paolo Nessi)

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