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DIMISSIONI MINISTRI/ Cicchitto: bisognava discuterne, non sono d'accordo con la modalità

Fabrizio Cicchitto non è d'accordo con le modalità con cui si sono decise le dimissioni dei ministri del Pdl. Andavano discusse in modo approfondito, si lamenta

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Unica voce fuori del coro, al momento, il senatore Fabrizio Cicchitto protesta con il modo con cui sono state eseguite le dimissioni dei ministri del suo partito. Non protesta contro la decisione stessa ma con le modalità. Che, detto in parole povere, le modalità sono state un ordine dall'alto da parte di Silvio Berlusconi ai suoi uomini. Per Cicchitto infatti bisognava discuterne e anche in modo approfondito. Ecco infatti che cosa ha detto: "Apprezzo la decisione dei ministri sul terreno di una cristallina condotta scevra da ogni preoccupazione di potere - che ribadisce una netta distinzione dalla sinistra che anche in questa occasione si è assunta gravissime responsabilità- così come ho apprezzato la loro azione di governo". Però una decisione di così "rilevante spessore politico", ha aggiunto, richiedeva una discussione approfondita e avrebbe dovuto essere presa dall'ufficio di presidenza del partito. Intanto davanti agli scenari possibili, ad esempio una nuova maggioranza come chiede Fassina del Pd, Lega e M5S hanno già detto la loro: elezioni subito. Nicola Morra dei cinque stelle ha già fatto sapere che loro non appoggeranno nessuno o entreranno in qualsivoglia governo. Il commento sui facebook di Vito Crimi: "Non ne sentiremo la mancanza come non sentiremo la mancanza di tutto il governo. Tutti a casa". Sull'argomento il segretario dell'Udc Cesa invece si domanda in quanti tra i parlamentari del Pdl sosterranno questa crisi: "mi auguro che per le tante persone davvero moderate e di buonsenso presenti nel Pdl questo sia il momento di una profonda riflessione, in nome del bene comune e del supremo interesse nazionale" ha detto.

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