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SCENARIO/ Sapelli: Napolitano darà la grazia a B. per rimediare agli errori degli Usa

Pubblicazione:martedì 3 settembre 2013

Giorgio Napolitano (Infophoto) Giorgio Napolitano (Infophoto)

Il legame tra Uk e Usa divenne una necessità per continuare ad avere un rapporto transatlantico tra Europa e Usa proprio quando Germania e Spagna  rifiutarono di versare il sangue dei loro soldati in Afganisthan e in Iraq. Recentemente la Francia ha tentato un riavvicinamento con gli Usa nel corso delle guerre nordafricane. Tali sono infatti le primavere arabe: guerre tra le faglie create dalle divisioni tra sunniti e siiti che, grazie al maldestro intervento nordamericano, si sono consoldate come guerre golfo-nordafricane con autorità statuali di riferimento quali, per gli sciiti, l'Iraq e l'Iran, e l'Arabia Saudita per i sunniti. La "Germania" del Nord Africa, l'Egitto, non ha mai avuto bisogno di stati di riferimento. Lo sappiamo dall'età dei Mamelucchi, durante l'impero ottomanno, lo sappiamo dalle campagne napoleoniche che non a caso si sono svolte in Egitto e non altrove, lo sappiamo dalla crisi del '56 con Nasser e Suez. 

L'unico a non saperlo è stato il presidente Obama che ha frainteso l'identità dei Fratelli musulmani, cosmopoliti per definizione come non a caso lo era il vecchio Califfato, e che avrebbero dovuto dirigere una nazione secolare come l'Egitto, al posto dei suoi secolari guardiani (Abdel-Malek e il suo seminale libro negli anni cinquanta del Novecento insegna). In questo agosto quindi tutti i nodi vengono al pettine ma tutti paiono aver perso la testa. 

I francesi dimenticano che dall'accordo Sky-Picot nasce quello che è stato il più potente punto di equilibrio in quelle aree, con l'Egitto, dopo la prima guerra mondiale, ossia la Siria e il suo rapporto con il Libano e dopo il '17 con Israele che nonostante tutti i terribili conflitti e le guerre dal Kippur in poi, ha retto miracolosamente grazie al ruolo che gli Alauiti della tribù dei Saddam hanno garantito alla Siria per circa cento anni. Ora la Francia dimentica questo suo glorioso passato coloniale e pur di sostituirsi al Regno Unito nel suo rapporto con gli Usa − e in ciò Hollande continua Sarkozy − vuol far la guerra ai suoi storici alleati che essa stessa, la Francia, ha contribuito a creare. Quindi la triangolazione che si è venuta a creare tra Russia, Israele e Arabia Saudita − che sfida così un odio secolare contro gli sciiti a vantaggio della stabilità della regione, garantita dagli Alauiti (sciiti), rischia di andare in frantumi. 

Solo il peso dei militari e dell'intelligence americana e inglese, e naturalmente anche francese e italiana, può fermare l'intervento in Siria. Ma questo vuol dire rischiare di lasciare gli Usa drammaticamente soli nell'arena mondiale in un momento in cui la Cina diventa sempre più aggressiva. In Asia si può porre rimedio riarmando il Giappone. Ma in Africa, sia al Nord che al centro, pare non vi sia rimedio: l'Europa è divisa e i francesi danno solo sfogo a una cultura imperiale senza i mezzi per perseguirla. Era ed è esseziale che gli Usa continuino a mantenere quindi il rapporto con il Regno Unito, che non solo simbolicamente ma anche militarmente rappresenta per essi l'unico alleato da porre in gioco nel caotico sistema di rapporti internazionali. 


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COMMENTI
03/09/2013 - Qual è il nesso? (Luigi Murtas)

Sono un grande estimatore del prof. Sapelli, ma in tutta sincerità devo dire che mica l'ho capito cosa c'entrano la crisi siriana e il disimpegno di Cameron con il dilemma di Napolitano circa la concessione della grazia a Berlusconi. Come si diceva a scuola, professore me lo può rispiegare?