BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCENARIO/ Sapelli: Napolitano darà la grazia a B. per rimediare agli errori degli Usa

Pubblicazione:martedì 3 settembre 2013

Giorgio Napolitano (Infophoto) Giorgio Napolitano (Infophoto)

Il rapporto tra grande potenze mondiali sta mutando. Per la prima volta dopo due secoli il Regno Unito si divide dagli Stati Uniti su uno dei punti decisivi della grande involuzione culturale avvenuta nelle relazioni internazionali nell'ultimo ventennio. Mi riferisco ai vent'anni che sono seguiti alla fine dell'era kissingeriana seguita al crollo dell'Urss. La prova generale del cambiamento teorico e pratico furono le guerre balcaniche che segnarono il passaggio dalla teoria alla pratica nella fine dell'era di Westfalia, quando nei punti salienti degli interessi geostrategici ciascuna nazione poteva darsi il regime politico che voleva, anche se a sceglierlo era un pugno di sanguinari dittatori, e quando qualsivoglia sacrificio poteva essere celebrato sugli altari. Solo le aree del mondo ritenute ininfluenti nell'equilibrio mondiale potevano vedere esercitarsi in guerre locali e di intelligence le truppe più o meno clandestine dei westfaliani eserciti dell'equilibrio del terrore: Che Guevara in Congo e il colonnello Taylor in Sierra Leone si comportavano come i fantastici personaggi dei romanzi di Le Carré. 

Venne poi il triste tempo dell'intervento umanitario. I preparativi furono fatti ancora in periodo westfaliano. Armare i mujaidin e i talebani contro l'Urss e una volta sconfitta l'Urss non preoccuparsi se i mujaidin e talebani dominavano il paese così come i servizi segreti pachistani divenivano i veri regolatori dei rapporti tra gli Usa e l'India: ebbene tutto questo non poteva che porre le basi per un'instabilità cronica in aree delicatissime del sempre in pericolo equilibrio mondiale. Il vero momento di cambiamento furono le guerre balcaniche tra gli slavi del sud. Nei primi anni del Novecento esse provocarono la prima guerra mondiale, venti anni orsono in uno sgretolamento della Jugoslavia posero nuovamente all'umanità il terribile problema del genocidio. 

Allora il genocidio diveniva lotta intraetnica in una entità geografica senza più stato da cui emergevano nazioni che cercavano di definire i confini statali l'una con l'altra massacrandosi e sterminandosi. Quindi il nation-building fu anche nel contempo intervento umanitario antigenocidario e fu effettuato da diversi attori: la Nato, gli Usa, l'Italia come agente degli Usa (governo D'Alema) senza mai che l'Europa unita desse un segno di vita. Il legame tra Regno Unito e Usa si rinsaldò d'allora attorno alla teoria che univa sia i seguaci di Leo Strauss della West e della Eastcost (i neo-cons) sia i teorici bleariani della London School of Economics, sia i seguaci del grande giurista e costituzionalista internazionale francese Alfred Dumas. Kissinger diveniva un ferrovecchio, Westfalia una parola da dimenticare, e la guerra giusta affidata volta a volta all'equilibrio prevalente di potenza in modo da giustficare sia la spartizione del mondo sia la lotta al terrorismo internazionale. 


  PAG. SUCC. >

COMMENTI
03/09/2013 - Qual è il nesso? (Luigi Murtas)

Sono un grande estimatore del prof. Sapelli, ma in tutta sincerità devo dire che mica l'ho capito cosa c'entrano la crisi siriana e il disimpegno di Cameron con il dilemma di Napolitano circa la concessione della grazia a Berlusconi. Come si diceva a scuola, professore me lo può rispiegare?