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DIETRO LE QUINTE/ Il nuovo "partito" di Letta e Alfano fa paura a Renzi

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Angelino Alfano e Maurizio Lupi (Infophoto)  Angelino Alfano e Maurizio Lupi (Infophoto)

L'assenza di dichiarazioni da parte del sindaco di Firenze rende evidente che dentro il Pd la partita per la leadership non è affatto chiusa. Il vero avversario di Renzi non è però né Gianni Cuperlo, né Gianni Pittella. L'unico che gli può ragionevolmente contendere la futura candidatura a Palazzo Chigi è proprio Enrico Letta, e molto dipenderà da come questo difficile passaggio sarà superato dall'attuale premier. Il suo piano è quello di chiudere la crisi senza aprirla. Se il suo appello di mercoledì in Parlamento dovesse trovare ascolto, e quindi l'azione del governo dovesse continuare almeno sino a primavera (per fare almeno la legge di stabilità e la riforma della legge elettorale), le quotazioni di Letta salirebbero, e questo costituirebbe un intralcio non da poco per la marcia trionfale di Renzi.

Nel campo moderato la confusione è ancora più elevata, e Berlusconi è ancora il padrone della scena. Potrebbe però non rimanerlo a lungo, sia perché per il voto sulla sua decadenza è questione di pochi giorni, sia perché per la prima volta in vent'anni la sua leadership è davvero messa in discussione. L'appello di Maurizio Lupi affinché Angelino Alfano si metta in gioco per "la buona e giusta battaglia" per costruire una forza politica che rifiuti gli estremismi è il sintomo che qualcosa si è messo in movimento. Il "così non va" pronunciato dal ministro delle Infrastrutture può essere il nuovo inizio di un percorso ancora in fase embrionale, a cui manca soprattutto un punto di riferimento credibile, un leader, che sappia contrapporsi alla furia distruttrice dei falchi, cui sembra aver definitivamente ceduto Silvio Berlusconi.

Il finale di questa storia ventennale che si chiama berlusconismo e che è un tutt'uno con la cosiddetta "seconda repubblica", non è però ancora scritto, e neppure scontato. Sino al dibattito parlamentare di mercoledì potrebbe ancora riservare sorprese e colpi di scena. Dopo, in un modo o nell'altro, la strada sarà segnata.

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