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J'ACCUSE/ Sapelli: i capricci di Berlusconi regalano l'Italia agli stranieri

Pubblicazione:lunedì 30 settembre 2013

Berlusconi inaugura la nuova sede di Fi (Infophoto) Berlusconi inaugura la nuova sede di Fi (Infophoto)

Che cosa sta succedendo in Italia? Parlamentari di un grande partito personale si dimettono per protesta contro una condanna annunciata da anni che non ha trovato soluzione e rimedio. Macchiavelli diceva che non si doveva lasciar feriti i nemici, ma ucciderli, sennò il loro rancore sarebbe divenuto distruttivo quanto mai. La profezia si è avverata. Nonostante tutte le cautele invocate e implorate, i nodi son venuti al pettine. La distorsione paradigmatica dei poteri verso il potere giudiziario che ora potere è e non più è ordine, si è disvelato come elemento distruttivo appieno.

Certo, Berlusconi dovrebbe fare un passo indietro. Tutti lo dicono, ma nessuno si trova nella sua situazione, che è paradigmatica di una lenta e inesorabile distruzione della simmetria dei poteri di uno Stato moderno e di una disgregazione del rapporto tra giustizia e politica e potere della e nella politica medesima. Il governo vacilla e non pacifica più. Si divide, oscilla. Il presidente della Repubblica è una figura shakespeariana: Macbeth e Lear insieme si avvicendano per simularne lo strazio che rimane, unico e irraccontabile, come il silenzio osservato da Giorgio Napolitano nel corso della celebrazione di Bettino Craxi, che non a caso si è tenuta in questo stesso lasso di tempo. Esso così diviene un tempo simbolico carico di nubi e di ricordi e di bassi cieli plumbei sulla fine di uno Stato che non sa più ritrovare se stesso.

Nel mentre anche il Partito democratico non sa trovare se stesso: anch’esso oscilla tra partiti personali e aggregazioni residuali di spezzoni ex dorotei ed ex forze nuove… si fa per dire… naturalmente per metafora e non per serietà storiografica. Ma esso spreca cosi due occasioni storiche importantissime. La prima: la fine dell’unità politica dei cattolici, che invece che sole luminoso diviene mucillagine di potere. La seconda: la fine della cultura comunista sovietica, che invece che socialismo rivoluzionario o riformista diviene accomodamento che tutto dimentica in una lotta di potere solo personale. I pochi credenti sono dispersi e senza chiesa e senza dubbio, se la ricercheranno, dovranno prima trovare se stessi. Ma nel mentre, tuttavia, la divisione internazionale del lavoro non si arresta: è implacabile con le sue organizzazioni storiche planetarie per continuare la campagna d’Italia.


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COMMENTI
01/10/2013 - Situazione italiana (Carla D'Agostino Ungaretti)

Il demonio sta tenendo fede al suo nome e alle sue funzioni ("dià - ballo", ossia "getto attraverso", "creo divisioni") e ora sta esultando e brindando con la sua corte ai suoi successi mai stati, in Italia, così strepitosi.