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DA BERLUSCONI A CRAXI/ I paragoni sbagliati di un'anima (leghista) in pena

Per Roberto Maroni, il Partito democratico starebbe trattando Berlusconi come all'epoca venne trattato Craxi. Ma si tratta di un paragone che non sta in piedi. EDMOND DANTES

Bettino Craxi (1934-2000) (Infophoto) Bettino Craxi (1934-2000) (Infophoto)

E' ormai l'epoca delle contorsioni e delle acrobazie politiche più spericolate. La frase famosa di Carlo Marx che la storia si ripete sempre “prima in tragedia e poi in farsa”, in questo caso si adatta pochissimo. Il nuovo segretario della Lega Nord e pure Governatore della Lombardia, Roberto Maroni, che cerca di lanciare siluri in qualche modo contro il governo Letta, ieri si è cimentato in questa dichiarazione: “Il Partito democratico sta trattando Berlusconi come all'epoca venne trattato Craxi”. Nel Maroni-pensiero c'è qualche cosa di speculare al Travaglio-pensiero. Si può dire che coesistano una versione di destra e una versione di sinistra (supposta, ma non provata e per nulla convincente) in una lettura storica che vede una sorta di continuità tra Bettino Craxi e Silvio Berlusconi. Ci scusiamo, con tutto l'affetto e il rispetto dovuto, di fronte a questi due “pensatori” e più che altro di fronte a questi due esperti dello schematismo contemporaneo, nuova teoria vincente nei media della seconda repubblica, ormai morta, sepolta e forse mai nata.

E' vero che c'è uno sfondo comune, una sceneggiatura quasi identica che si è ripetuta in questi lunghissimi, noiosissimi e funesti venti anni: la magistratura ha dettato, con i suoi interventi, i tempi, l'agenda della politica. Ma tutto questo è avvenuto per due ragioni fondamentali: il ruolo che si è accaparrato la magistratura, non più ordine come in uno Stato democratico, ma potere, e la “fuga” dalla politica della classe dirigente, la sua congenita incapacità e paura, la sua mancanza di visione, la sua inadeguatezza ad affrontare i problemi di un'epoca nuova che interessa tutto il mondo. Ma una volta delineato il backstage, che cosa c'entra la similitudine e la continuità tra Craxi e Berlusconi?

Per spolverare la mente agli smemorati, è bene ricordare che Bettino Craxi fu uno dei leader dell'Internazionale socialista, che, al momento del crollo del Muro di Berlino, sdoganò i comunisti italiani davanti ai leader socialisti europei. Craxi è stato l'uomo dei missili antisovietici, in salvaguardia dell'Alleanza Atlantica, e nello stesso tempo il primo ministro che a Sigonella si oppone con le armi dei carabinieri italiani all'arroganza degli americani dopo la tragica vicenda della nave Achille Lauro. Craxi ancora è l'uomo che indice il referendum sulla responsabilità civile dei magistrati e lo vince con l'81 per cento e pone poi la questione della “grande riforma” dello Stato. Forse il passo più azzardato che gli ha messo contro tutti i veri “palazzi del potere” italiano e internazionale.