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DA BERLUSCONI A CRAXI/ I paragoni sbagliati di un'anima (leghista) in pena

Pubblicazione:mercoledì 4 settembre 2013

Bettino Craxi (1934-2000) (Infophoto) Bettino Craxi (1934-2000) (Infophoto)

E' ormai l'epoca delle contorsioni e delle acrobazie politiche più spericolate. La frase famosa di Carlo Marx che la storia si ripete sempre “prima in tragedia e poi in farsa”, in questo caso si adatta pochissimo. Il nuovo segretario della Lega Nord e pure Governatore della Lombardia, Roberto Maroni, che cerca di lanciare siluri in qualche modo contro il governo Letta, ieri si è cimentato in questa dichiarazione: “Il Partito democratico sta trattando Berlusconi come all'epoca venne trattato Craxi”. Nel Maroni-pensiero c'è qualche cosa di speculare al Travaglio-pensiero. Si può dire che coesistano una versione di destra e una versione di sinistra (supposta, ma non provata e per nulla convincente) in una lettura storica che vede una sorta di continuità tra Bettino Craxi e Silvio Berlusconi. Ci scusiamo, con tutto l'affetto e il rispetto dovuto, di fronte a questi due “pensatori” e più che altro di fronte a questi due esperti dello schematismo contemporaneo, nuova teoria vincente nei media della seconda repubblica, ormai morta, sepolta e forse mai nata.

E' vero che c'è uno sfondo comune, una sceneggiatura quasi identica che si è ripetuta in questi lunghissimi, noiosissimi e funesti venti anni: la magistratura ha dettato, con i suoi interventi, i tempi, l'agenda della politica. Ma tutto questo è avvenuto per due ragioni fondamentali: il ruolo che si è accaparrato la magistratura, non più ordine come in uno Stato democratico, ma potere, e la “fuga” dalla politica della classe dirigente, la sua congenita incapacità e paura, la sua mancanza di visione, la sua inadeguatezza ad affrontare i problemi di un'epoca nuova che interessa tutto il mondo. Ma una volta delineato il backstage, che cosa c'entra la similitudine e la continuità tra Craxi e Berlusconi?

Per spolverare la mente agli smemorati, è bene ricordare che Bettino Craxi fu uno dei leader dell'Internazionale socialista, che, al momento del crollo del Muro di Berlino, sdoganò i comunisti italiani davanti ai leader socialisti europei. Craxi è stato l'uomo dei missili antisovietici, in salvaguardia dell'Alleanza Atlantica, e nello stesso tempo il primo ministro che a Sigonella si oppone con le armi dei carabinieri italiani all'arroganza degli americani dopo la tragica vicenda della nave Achille Lauro. Craxi ancora è l'uomo che indice il referendum sulla responsabilità civile dei magistrati e lo vince con l'81 per cento e pone poi la questione della “grande riforma” dello Stato. Forse il passo più azzardato che gli ha messo contro tutti i veri “palazzi del potere” italiano e internazionale.


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