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Politica

SCENARIO/ Polito: Berlusconi è caduto nell'ultima trappola del Pd

Per ANTONIO POLITO, il progetto di Berlusconi di ricandidarsi a premier e vincere le elezioni non sta in piedi. Non si capisce quindi che senso può avere minacciare la caduta del governo

Guglielmo Epifani (Infophoto)Guglielmo Epifani (Infophoto)

Sfugge il senso di quanto sta accadendo. Non c’è tattica né strategia, un obiettivo concreto o una prospettiva. Nulla. Ricapitolando: il Pdl minaccia Letta. Se la Giunta per le elezioni del Senato voterà la decadenza di Berlusconi, sarà la fine del governo. Magari, anche prima che la Giunta voti. Ma anche se il governo dovesse cadere, Napolitano non scioglierebbe mai le Camere. Restituirebbe l’incarico a Letta, che dovrebbe trovarsi una maggioranza alternativa. Non dovesse farcela, resterebbe comunque in carica per parecchi mesi prima del nuovo ricorso alle urne, a capo del cosiddetto "governo elettorale". Nel frattempo, il progetto di Berlusconi di candidarsi a premier dai domiciliari evaporerebbe. Abbiamo fatto il punto sulla situazione con Antonio Polito, editorialista del Corriere della Sera.


Cosa ne pensa delle minacce del Pdl?

Trovo irrazionale questo comportamento. Se Berlusconi cerca una riabilitazione politica, dato che quella giudiziaria è impossibile, l’unica strada percorribile era quella di condurre una battaglia politica. In che modo, quindi, far cadere il governo gli darebbe tale riabilitazione? Tanto più che contraddirebbe l’atteggiamento assunto all’indomani delle elezioni, quando contribuì alla nascita della larghe intese, facendosi per questo apprezzare dal Paese.

Pare che lui voglia andare a elezioni.

Certo, la strategia di Berlusconi avrebbero senso se vi fosse effettivamente il ricorso alle urne. Il che riaccenderebbe la sua speranza di rivincerle e, da premier, condurre nuovamente una battaglia contro la magistratura a suon di leggi ad personam. Tuttavia, gli elettori, come certificano i sondaggisti, non le vogliono. Comporterebbero enormi rischi per la nostra stabilità interna oltre che tempeste finanziarie.

Se anche il Pd volesse le elezioni anticipate, sarebbe più semplice ottenerle. Probabilmente, è questo che pensa Berlusconi.

Può essere. Tuttavia, il potere di scioglimento delle Camere spetta al capo dello Stato. Il quale, caduto il governo, avrebbe il dovere di attribuire al presidente del Consiglio incaricato il compito di verificare l’esistenza di una maggioranza alternativa. Se la verifica non avesse buon fine, si creerebbe un governo di scopo, finalizzato a traghettare il Paese alle urne. A queste condizioni, per il Pd sarebbe difficile manifestare apertamente la propria preferenza per le elezioni. Inoltre la parte del Pd che si oppone a Renzi non le vuole. Comunque vada, al di là della decadenza senatoriale prevista dalla legge Severino, arriverà nel frattempo la sentenza della Corte d’Appello che fisserà il numero di anni di interdizione dai pubblici uffici.

Tutto queste mosse potrebbero esser state dettate da un condizionamento dei falchi?


COMMENTI
05/09/2013 - Si dimetta... (Luigi PATRINI)

Credo proprio che per il Paese e per lo stesso Berlusconi la decisione di dimettersi - anziché aspettare di "venir dimesso" - sarebbe la più onorevole e la più utile. Ma forse è troppo aspettarsi una scelta tanto nobile! Ma è possibile che tra gli amici di Berlusconi non ci sia nessuno che lo convince a passare alla Storia? Lui ci fa una brutta, anzi bruttissima figura, ma anche questi "amici" non ne fanno una migliore, visto che accettano di ...lasciarsi suicidare... Povera Italia!