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BERLUSCONI/ Sisto (Pdl): se Epifani detta la "linea" alla Giunta, è crisi

Pubblicazione:venerdì 6 settembre 2013

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L’unico che può stabilire le conseguenze di un voto del genere e indicare la strada da percorrere è Berlusconi. Di certo, l’eventuale decisione del Pd di votare la decadenza rappresenterebbe un illegittima espulsione dal campo di chi non ha commesso alcun fallo. Questo non potrebbe non sortire gravi conseguenze politiche. D’altro canto, sarebbe a quel punto impossibile per il Pdl continuare a convivere con chi l’ha decapitato, considerando che Berlusconi è il Pdl.

 

Comunque vada, Berlusconi difficilmente potrà ancora candidarsi, a prescindere dalla legge Severino: il 15 ottobre dovrà scegliere tra i domiciliari e i servizi sociali, mentre sul suo capo pendono altri processi. Non sarebbe meglio, come gli è stato suggerito, dimettersi un minuto prima che la Giunta voti?

Delle responsabilità giudiziari si occupano i giudici, di quelle etiche il Padreterno, di quelle politiche gli elettori. Mescolare questi tre aspetti è sempre piuttosto pericoloso. In tal senso, è piuttosto singolare che un voto che dovrebbe essere espresso in scienza e coscienza dai membri della Giunta, sia stato anticipato, per quanto riguarda il Pd, da una persona ad essa esterna e, per giunta, segretario di un partito. La situazione, inoltre, va affrontata passo dopo passo: oggi si pone il problema della votazione in Giunta per le elezioni. Le sentenze non definitive, o le scelte che Berlusconi farà con i suoi avvocati non fanno parte dell’agenda della Giunta e neppure dell’attuale agenda politica.

 

(Paolo Nessi)



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