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Politica

BERLUSCONI/ Il ricorso alla Corte europea è solo "guerra preventiva"?

Giudici di Cassazione (Infophoto)Giudici di Cassazione (Infophoto)

La concessione della grazia o la commutazione delle pene è una prerogativa del presidente. La grazia sarebbe chiesta in rapporto alla sentenza di condanna e quindi al presupposto della situazione che si è verificata. Una domanda di grazia non sospende quindi necessariamente i procedimenti in corso.

 

Come valuta invece l’ipotesi di una richiesta di revisione del processo di fronte alla Corte d’appello di Brescia?

La revisione del processo è un istituto previsto dal Codice di Procedura Penale rispetto a sentenze passate in giudicato ed è un rimedio straordinario, prospettato affermando che sono sopravvenute nuove prove. Queste prove devono sopravvenire successivamente al processo ed essere tali da poter portare all’assoluzione dell’imputato. Stando a questa ipotesi la revisione sarebbe proposta di fronte alla Corte d’appello di Brescia, e quindi in un tribunale diverso da quello che ha pronunciato la sentenza.

 

Che cosa potrebbe accadere se Berlusconi chiedesse la revisione?

La Corte d’appello di fronte a cui si fa ricorso potrebbe sospendere l’esecuzione della pena nell’ipotesi in cui ritenga che il ricorso sia ammissibile. Il ricorso è ammissibile se esistono i presupposti, cioè se ci sono nuove prove che porterebbero all’assoluzione del Cavaliere. A ciò si aggiunge un giudizio di revisione di queste prove che è un giudizio di merito e di valutazione.

 

Qual è il suo giudizio su quanto potrebbe accadere nella giunta del Senato?

E’ difficile prevederlo. Ci sono una serie di aspetti e di problemi che richiedono una riflessione e probabilmente un approfondimento, sia per accogliere gli elementi proposti sia per escluderli. Non so certamente prevederne né i tempi né gli esiti. La disciplina è dettata dal Regolamento del Senato e ci sarà sicuramente una discussione, ma la gestione di questo procedimento è rimessa alla stessa commissione.

 

(Pietro Vernizzi)

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COMMENTI
09/09/2013 - ineleggibilità decadenza ricorso strasburgo (Felice Besostri)

Berlusconi ha fatto ricorso alla C.E.D.U. di Strasburgo per violazione dei suoi diritti politici. Il ricorso è inammissibile non solo per le ragioni dette da Violante, non sono esaurite le vie di ricorso interno, anzi non esiste nemmeno un provvedimento e la sentenza passata in giudicato non dispone in merito alla decadenza o all'ineleggibilità, ma per la semplice ragione che la Convenzione europea tutela i diritti umani e civili e non quelli politici. Lo ha deciso la Seconda Sezione della Corte di Strasburgo il 13 marzo 2012 in una serie di ricorsi contro la violazione dei diritti politici della legge elettorale italiana, dichiarati inammissibili: tesi sostenuta anche dagli agenti del Governo italiano sia quello diretto da Berlusconi che da Monti. Mi pare che Berlusconi sia il dr. Jekyll quando si tratta dei suoi diritti politici e Mr. Hide quando i diritti politici siano degli elettori italiani. La vera bestialità del Dlgs 235/12 è l'art, 2, c3, che affida alle Camere l'esame del ricorso contro un'esclusione da una lista. Ci vuole un giudice come prevedeva l'art.44, c. 2 lett. d) della legge n. 69 del 2009, delega inattuata dal Governo Berlusconi in sede di approvazione del Dlgs n104/2010, approvativo del codice del processo amministrativo, malgrado che il testo predisposto dal Cons. Stato lo prevedesse all'art. 130. Altro aspetto è quello dell'applicazione della Severino alle elezioni europee, problematico considerando che ogni cittadino UE si può candidare in Italia